Con l’avvento del Cristianesimo questi luoghi vengono legati alla Vergine Maria, spesso
raffigurata con il volto bruno che ricorda, appunto, la dea madre, e ai santi. Con la religione
cristiana l’acqua assume ruoli simbolici fondamentali; pensiamo, ad esempio, al sacramento
del battesimo impartito nel fiume Giordano da Giovanni Battista ai tanti che ascoltavano
la sua predicazione e allo stesso Gesù. L’Acqua diviene, dunque, segno di purificazione ma
anche di rinascita ad una nuova vita spirituale.
Anche la società agro-pastorale abruzzese ha nell’acqua, ancora oggi, un elemento impor-
tante per la pratica di culti della tradizione popolare. Si deve anche considerare
l’importanza che ha l’acqua sia nei riti ufficiali della chiesa cattolica, soprattutto in quelli
pasquali, sia in quelli della tradizione popolare. In molti paesi d’Abruzzo, infatti, il Sabato
Santo al momento del Gloria, quando suonavano le campane per ricordare la Risurrezione di
Cristo, tutta l’acqua diventava benedetta e occorreva bagnarsi il viso e gli occhi; se ci si tro-
vava in campagna si poteva utilizzare l’acqua dei fiumi, dei ruscelli o dei pozzi. Questo ser-
viva ad evitare le malattie e soprattutto la cecità.
San Franco
Ad Assergi i pellegrini che si recano il 5 giugno e il 13
settembre alla chiesetta rupestre di San Franco effettua-
no un bagno rituale e, senza asciugarsi, vanno a suonare
la campanella per poi recitare una preghiera al santo.
Perché l’orazione venga esaudita il tutto deve essere ripe-
tuto tre volte. Terminato il rito, i pellegrini provvedono a
riempire contenitori di acqua da riportare nelle proprie
case e alle persone care che non hanno potuto recarsi al santuario. A San Franco sono legate
innumerevoli leggende popolari che narrano di animali risuscitati (pecore e montoni) e di lupi
addomesticati ma, soprattutto, viene riconosciuto al santo il miracolo di far sgorgare acqua
miracolosa dalla roccia.
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