stendardo, ogni cartellone era sparito. Ogni sorriso era
sparito.
E persa la fiducia nella polizia, rivelatasi inaffidabile e
fedifraga, alla gente non rimaneva che la preghiera.
O la rassegnazione.
L'ampio appartamento di Oskar Leroy era invaso dalla
luce del mattino.
Il giovane rampollo era già pronto, col papillon ben
tirato e i mocassini lucidati.
Una nuova giornata cominciava, ma non una qualsiasi.
Oggi si decideranno molte cose.
Si diresse verso il salone dove trovò i principali
quotidiani già pronti. Giornali che, che com'era lecito
aspettarsi, titolavano a caratteri cubitali “Il ritorno della
paura”, “Parigi non è al sicuro” e simili.
Cominciò a sfogliare il primo, in attesa dei suoi ospiti.
Uno di loro, a dire il vero, si trovava già
nell'appartamento ma non lo sapeva.
In quel momento entrò una donna di servizio, piuttosto
attempata.
<>
<> rispose lui senza staccare gli occhi
dal quotidiano.
La donna richiuse la porta, lasciando Oskar solo.
Nel frattempo il suo ospite si era svegliato e veniva verso