Arrivarono davanti alla porta dietro la quale Yann era
stato torturato. E questi abbandonò ogni cautela.
Prese a calci la porta fino a sfondarla, aiutato dai cardini
non proprio nuovi e dal legno marcio. Nulla.
La stanza era completamente deserta, non c'era traccia
neanche della sedia su cui l'avevano legato. Nessuna
goccia di sangue, niente.
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Ma fu interrotto. Si voltarono spaventati.
Alzò la testa spaventata. Quel rumore improvviso l'aveva
svegliata. Sembrava che qualcuno sopra di lei stesse
scardinando porte.
Sicuramente.
L'unico che potrebbe mai entrare qui è lui. E non si
metterebbe di certo a distruggere la propria casa.
Nessun altro sa che è qui. Nessun altro sa che sono
qui...
Si convinse che si trattava del vento o di qualche animale
scappato e riabbassò la testa, appoggiandosi alle proprie
ginocchia così che i capelli lunghi fino alle spalle le
coprissero il viso.
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Quel dannato uccello disorientato li aveva spaventati a