Per capire, per ricordare e riportare ordine nella sua
mente prima di dedicarsi alla vendetta vera e propria.
Il grande cancello di ferro cigolò aprendosi.
Conscio del fatto che presto avrebbe trovato persone
ostili – era comunque violazione di proprietà privata
quella che stava commettendo, e tanto bastava a farlo
rinchiudere – avanzò a grandi passi, molto lentamente,
facendo attenzione a non calpestare neanche un rametto
dell'ampio giardino.
La villa di Foster era enorme, vista di notte non rendeva
giustizia alla maestosità di quell'esercizio di architettura
neoclassica.
Avvicinatosi alle due scalinate opposte scelse quella di
sinistra. Salì i gradini a testa bassa per non essere visto,
sebbene dall'interno della casa non provenisse alcun
suono.
Terminata la rampa si trovò davanti ad una finestra
sfondata, probabilmente un ricordo della notte
precedente.
Evitando le schegge di vetro rimaste si affacciò alla
finestra. Tutto taceva.
Decise d'istinto ed entrò. Scavalcò e issandosi sul
davanzale si proiettò all'interno della villa.
Gli bastò vedere com'era ridotto il salone principale per
capire cosa fosse successo la notte prima.
Poltrone rovesciate, cuscini smembrati da quelli che