< Pierre … Thomas … Daniel !: ripeté allora , ponendo le mani a coppa dinanzi alla bocca per aumentare la potenza della voce e farla giungere così ancora più lontano .
Di nuovo fu soltanto quel silenzio ovattato a rispondergli .
Norman lasciò allora quell ’ angolo riparato sopravvento - il suo preferito per le ore dedicate al riposo , perché protetto anche da robuste corde arrotolate ed ammonticchiate che facevano da barriera – e si diresse verso la scaletta che conduceva al ponte superiore dove si trovava il timoniere .
Anche lì però non c ’ era nessuno ed il timone , bloccato in verticale , se ne rimaneva perfettamente immobile , assecondando quella calma piatta del mare .
Un forte senso d ’ inquietudine iniziò a serpeggiare in Norman che , notando un improvviso rapido lampo provenire dalla cabina di comando , vi si diresse , sperando di trovarvi il comandante o , qualora fosse il suo turno di riposo , almeno il secondo .
La cabina , come il resto della nave , si presentava però deserta … soltanto un lieve odore di tabacco aleggiava ancora nell ’ aria : la pipa del comandante era infatti poggiata su di un tavolo posto accanto ai comandi , ma la brace , evidentemente spenta da tempo , aveva formato un piccolo grumo di polvere vicino alla bocca del fornelletto .
< Pierre … Thomas … Daniel !>
Norman , mentre i morsi della paura iniziavano a raggiungerlo , provò nuovamente a chiamare gli amici a lui più cari dell ’ intero equipaggio .
< Dove siete ?> chiese poi < Volete forse giocarmi un brutto scherzo ? Uscite fuori , vi prego … Se volevate spaventarmi , ci siete riusciti !>
SILENZIO … < Comandante Lewis …? Tenente Finch … Signore ?>