“ LA NAVE NERA " DI MYRIAM AMBROSINI
Un racconto dove aleggia una visione di immobilismo temporale pur in un movimento di sensazioni che si susseguono nell ' animo del protagonista . Le emozioni e le inquietudini che si relazionano con delle situazioni vissute in un tempo segnato da vari tipi di orologi di pregiata fattura tutti fermi sul numero “ 3 ”. Un ' onirica e stupefacente storia che cattura e trasporta , grazie all ' efficace stile narrativo di Myriam , realistico eppure sognante . [ Maria Rosaria Teni ]
Le vele erano nere , lo scafo nero , il cielo nero , foriero di tempesta .
Norman si svegliò ed a quel sonno così profondo e totale lo strappò non il disagio di un qualsiasi rumore – il vento che si alzava , lo schiocco improvviso di una vela , il cigolio dell ’ albero maestro o il rollio più accentuato della nave - , ma piuttosto un silenzio innaturale .
Il mare mostrava una calma piatta più da affresco murale che da reale distesa d ’ acqua e , nell ’ assenza totale di vento , non v ’ era un solo verso animale a spezzare quel letargo che pareva essersi presa la natura .
Norman si strofinò gli occhi , scuotendo poi più volte la testa , al fine di disperdere quello stordimento che ancora il prolungato sonno gli regalava . Poi si guardò attorno e si accorse che la caravella appariva deserta : non c ’ era un solo uomo sul ponte , a coffa , affacciato sulle battagliole .
< Pierre … Thomas … Daniele !> chiamò allora , ma non ottenne alcuna risposta .