Marina si trasferì a Parigi con i figli , pensando che il marito fosse scappato in Spagna . In realtà lui era stato arrestato e fucilato , ma lei non lo sapeva e quindi tornò a Mosca nel 1939 vivendo in una condizione di estrema povertà . Pur essendo stata l ’ esponente di maggior spicco del locale movimento simbolista , in contrapposizione con quello acmeista fondato dal marito di Anna Achmatova , che conobbe nel 1941 , si ritrovò isolata dalla comunità letteraria e dopo breve tempo si impiccò in una casa di campagna . Le sue opere vennero riabilitate e pubblicate solo vent ’ anni dopo la sua morte . Raccolse in patria i suoi versi nel volume Iz dvuch knig (“ Da due libri ”, 1913 ), e altri ne pubblicò all ’ estero , essendo emigrata dopo la rivoluzione ( Razluka “ La separazione ”; Cardevica “ Zar-fanciulla ”, 1922 ). Notevole la densità del suo linguaggio patetico-tragico , con predilezione per i ritmi spezzettati .