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1 . Dal problema all ’ algoritmo versione 6.2 – Settembre 2024
• dati alfanumerici : sono quei dati che contengono sia caratteri ( cifre , lettere , caratteri speciali , simboli di interpunzione , etc .) che singole cifre , ma sulle quali non è possibile effettuare alcun calcolo matematico . Tra di questi è possibile ancora distinguere :
( a ) dati alfanumerici formati da un singolo carattere : sono quei dati che prevedono come valore un qualunque carattere singolo ( secondo lo standard ASCII ) racchiuso tra apice singolo ( che in pseudocodifica indicheremo con CHAR ); ( b ) dati alfanumerici formati da un insieme di caratteri ( stringhe ): sono quei dati che prevedono un insieme di caratteri ( secondo lo standard ASCII ) racchiusi tra doppi apici ( che in pseudocodifica indicheremo come ARRAY DI CHAR );
• dati logici o booleani sono quei dati che contengono i possibili valori di verità ( VERO o FALSO da indicare senza l ’ uso dei doppi apici ) ( che in pseudocodifica indicheremo con BOOL );
3 ) In funzione della possibilità di cambiamento del loro valore i dati si classificano in :
• dati variabili o variabili : sono quei dati che possono cambiare il loro valore durante il processo risolutivo ;
• dati costanti o costanti : sono quei dati che non possono cambiare il loro valore durante il processo risolutivo .
Schematizzando possiamo legare il concetto di variabile a quello di contenitore aperto all ’ interno del quale è possibile inserire dei valori e sostituirli con degli altri purchè dello stesso tipo . Invece possiamo legare il concetto di costante a quello di contenitore chiuso all ’ interno del quale non sarà possibile modificare il dato presente , ma se ne può sempre usare il contenuto
N . B . Il concetto di contenitore va legato al concetto di zona di memoria adibita a contenere temporaneamente ossia per tutto il corso di elaborazione determinati valori .
LE ISTRUZIONI
Abbiamo detto che ogni algoritmo contiene la descrizione di un processo risolutivo formata da un insieme finito di istruzioni elementari ( o azioni o passi ) da dare all ’ esecutore per trasformare i dati iniziali o di input nei dati finali o di output .
Sono le istruzioni che corrispondono ad azioni Le istruzioni si dividono in due famiglie : direttamente eseguibili dall ’ elaboratore ( in realtà dal
microprocessore o CPU ). Esse sono :
ISTRUZIONI
ISTRUZIONI OPERATIVE
:
1 . Dichiarazione di costanti e variabili ;
;
2 . Istruzioni di input / output ;
3 . Istruzione di assegnazione ( o di assegnamento )
e possono riguardare la capacità : - di memorizzazione - di comunicazione - di elaborazione
ISTRUZIONI DI CONTROLLO
:
Sono le istruzioni che permettono di controllare il flusso delle istruzioni di un algoritmo ( stabilendo la sequenza di esecuzione e / o instradando percorsi differenti durante l ’ esecuzione e / o eseguendo blocchi di istruzioni al verificarsi o meno di determinate condizioni ). Esse sono
1 . istruzione ( o costrutto ) di SEQUENZA ; 2 . istruzione ( o costrutto ) di SELEZIONE ; 3 . istruzione ( o costrutto ) di ITERAZIONE .
Autore : Rio Chierego ( email : riochierego @ libero . it - sito web : www . riochierego . it ) Pag . 9