filosofia tipica , accademica , da cui nasce il “ vuoto ontologico ”, uno scetticismo metafisico – cosmico senza finestre . La tipica filosofica ha uno sguardo deluso e il movimento della tipica filosofica è centripeto e , di conseguenza , riducibile , destinato ad esaurirsi appena ha raggiunto il suo scopo , vale a dire il punto di arrivo . Per superare la forma tipica morta della filosofia , dovremmo riaprire lo spazio – tempo della poeticità . Organizzare , se possibile un pensiero interrogativo che non sia né positivo , cioè logico , né scientifico , cioè funzionalità , né psicanalitico ossia narrativa e teoria delle proiezioni , né micro-construzioni sociologiche ossia ideologie prosaiche . Distinguere l ’ apertura futura , non detta e non pensata dell ’ uomo , capire che la nostra epoca non ci appartiene , come una proprietà nostra , ma invece che siamo noi che apparteniamo ad essa come se fossimo suoi figli , in un ’ apertura culturale e poetica in una produttività sociale e divergente . Per questo dobbiamo essere aperti al fascino del tuttonulla , provando sia il tutto che il nulla . Il gioco del mondo si fa da quando il mondo è mondo e fino alla fine del mondo con questo disperante ritardo che è l ’ eredità delle redenzioni . La questione che si pone è come rispondere simultaneamente alla corrente sotterranea che si muove all ’ ombra nello spazio-tempo e all ’ orizzonte degli orizzonti lontani che ci procura le sue luci .
Apostolos Apostolou
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