Ispira grande tenerezza la lirica di Myriam Ambrosini , delicata pennellata di antico sapore , quando il Presepe era il fulcro di narrazioni semplici eppure intense . La tradizione natalizia si riconosce ancora nei pastorelli che accorrono alla capanna , mentre il bue e l ’ asinello , quasi per magia , riscaldano un neonato che ha una grande luce , una luce che irradia pace . Molto intensa nel suo significato più intrinseco e delineata con tocco sapiente dalla poetessa che , assecondando le proprie emozioni , le esprime in versi liberi di grande impatto . [ Maria Rosaria Teni ]
Il vento Il gelo E un angelo Stanco … Al vecchio Presepe Di cartone E muschio È stato Rubato Il Bambinello .
Tristi I pastori , Muto Il gregge E la grande Stella , Posata A sghimbescio Sulla capanna , Sembra Pronta A cadere . Giuseppe Guarda Dubbioso Maria , Mentre al bue E all ’ asinello Pare
Mancare Il respiro .
Il vento E il gelo E un angelo Stanco …
C ’ è già Una lacrima Sul Volto Del bimbo , Poi La sua mano Paffuta , In fondo , Ancora Più in fondo Alla scatola Antica Trova Il neonato Mancante : Improvviso Un raggio Di luce Ne illumina Il volto .
Nessuno Si avvede Che in quel Triste volto Di gesso È spuntato Un sorriso . Myriam Ambrosini
Natività Mistica ( 1501 ), particolare ; Sandro Botticelli , National Gallery di Londra
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