Rossana Venezia analizzando l ’ opera di Sofocle Antigone scrive : « Chiunque tenterà di violare il decreto emanato da Creonte verrà ucciso . Si può bene immaginare che sarà proprio Antigone a violarlo . Creonte , quando viene a sapere che proprio Antigone , sua nipote nonché futura sposa del figlio Emone , ha reso gli onori funebri a Polinice , è indignato . Nel primo dialogo tra Creonte e Antigone viene fuori la vera essenza della tragedia : da un lato vi è la legge scritta rappresentata qui da Creonte , e dall ’ altra vi è la legge morale , la legge non scritta rappresentata da Antigone . Creonte ha un forte senso dello Stato : tutti i cittadini devono subire lo stesso trattamento innanzi a uno sbaglio da loro commesso , dunque Antigone verrà giustiziata . In seguito alle profezie di Tiresia e alle suppliche del coro Creonte decide di risparmiarla , ma questa , sapendo di essere condannata a morte , si suicidia . Emone si uccide sul cadavedere di Antigone e alla notizia della morte di quest ’ ultimo anche Euridice , moglie di Creonte , si toglie la vita . Da solo vi è Creonte che maledice la sua stoltezza .
Ben sappiamo che qui Sofocle ha voluto mettere in scena il conflitto che permane tra la legge dello Stato e i principi morali . Antigone , che nella tragedia personifica la moralità insita in ogni uomo a prescindire dalle leggi che lo Stato impone , ritiene di non dover rispettare una regola nella quale non riconosce alcun fondamento etico . Antigone porta in sé le leggi degli dei , appartenti alla tradizione , quelle leggi non scritte che risultano essere indistruttibili . Sono regole che vivono da sempre e nessuno sa quando sono apparse . Creonte invece porta in scena le leggi che devono essere rispettate , quei decreti che anche se non condivisi , anche se ritenuti errati o ingiusti , devono essere applicati in ugual modo per tutti . Ma ritorniamo alla nostra cara Antigone , per la quale tutti hanno provato un senso di simpatia .
Tutti noi , e io in particolar modo , siamo stati colpiti dalla fermezza dei suoi principi , l ’ assenza di ripensamenti e di dubbi o incertezze : Antigone non mostra cenni di esitazione neanche quando deve scegliere tra la propria vita e i propri principi morali . Per tale motivo l ’ atteggiamento di Antigone appare spigoloso , altero , fiero ma anche un po ’ attezzoso .»
Per Sofocle la legge traccia un sistema di senso e di valore . Punta a un riconoscimento oggettivo . Sulla base della trascendenza che la fonda , si costituisce come istanza di totalizzazione del reale . Cioè tutte le trasgressioni e le rivoluzioni aprono la strada all ’ universalizzazione della legge , mentre la regola è immanente a un sistema ristretto e limitato lo traccia senza trascenderlo , e all ’ interno di questo sistema , è immutabile . Qui possiamo descrivere il dialogo tra Creone e Antigone :
CREONTE : Hai potuto spezzare norme mie ?