100% Fitness Mag - Anno VIII Ottobre 2014 | Page 37
ventare il bambino e impedirgli di avere i tic: non c’è
nulla di più falso. Del resto non servono nemmeno
massaggi o esercizi di rilassamento ai muscoli facciali; né osservazioni allo specchio, perché darebbero
comunque risalto al problema.
★Fate finta di niente davanti ai tic quando si verificano. Quando un bambino presenta dei tic, non
concentrate l’attenzione su di lui; se gli fate notare il suo difetto tutte le volte, reagirà con maggior
tensione e ansia, piuttosto che con l’accettazione
del suo comportamento, creando un circolo vizioso.
Non lasciate che fratelli o altri lo prendano in giro:
assicuratevi che tutti si comportino in questo modo.
★Identificate e rimuovete i fattori determinanti tensione. Provate a tenere, a sua insaputa, un
diario dei tic, per segnarvi quali fatti sono avvenuti
prima degli spasmi abituali; da qui dovreste essere
in grado di risalire a quegli eventi che scatenano le
crisi. Diminuite comunque la pressione psicologica
esercitata in merito ai suoi risultati scolastici, alla
pulizia della sua camera, alle performance sportive.
Evitate medicine a base di efedrina, per esempio
i decongestionanti nasali, che possono favorire la
comparsa dei tic.
★Non parlate dei tic, quando non si verificano. Se
il bambino ha dei periodi senza tic, non sollevate il
problema. Solo se il discorso parte dal bambino che
vi chiede informazioni in merito, siate disponibili a
parlarne; spesso il bambino se ne vergogna. Rassicuratelo che tutto finirà presto e che riprenderà il
controllo di questi spasmi involontari.
★Evitate qualsiasi punizione per i tic. Alcuni genitori credono che basti fare la voce grossa per spaventare il bambino e impedirgli di avere i tic: non c’è
nulla di più falso. Del resto non servono nemmeno
massaggi o esercizi di rilassamento ai muscoli facciali; né osservazioni allo specchio, perché darebbero
comunque risalto al problema.
Se dopo un anno, ancora, non si attenuano i sintomi allora bisogna rivolgersi ad uno neuropsichiatra
infantile per escludere patologie per valutare una
terapia psicomotoria che aiuti il bambino a gestire
e superare il suo disturbo.
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