#NEUROPSICOMOTRICISTA
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Dott.ssa Daniela Caiafa
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I tic nervosi nei
bambini
I tic sono movimenti involontari e convulsi, normalmente sono caratterizzati da ripetute e rapide scosse muscolari, dette anche spasmi, che si ripetono
in determinate situazioni. In genere interessano i
muscoli del viso o delle spalle: ammiccamenti con
gli occhi, smorfie della faccia, corrugamento della
fronte, scosse del capo, movimenti verso l’alto delle
spalle. Si riscontrano più frequentemente nei maschi
(l’incidenza è tre volte di più che nelle femmine); si
presentano quasi sempre durante l’età scolastica,
dai sei ai dieci anni. Solitamente scompaiono entro
breve, raramente sono sintomo di una patologia più
complessa, la sindrome di Tourette.
Circa il 20% dei ragazzi ha questo problema, i tic
si manifestano per scaricare l’ansia di fronte a situazioni imprevedibili. È quasi sempre un sintomo
di uno stato emotivo allertato che il bambino evidenzia difronte le sue difficoltà ludiche, relazionali
o scolastiche. Ed è più evidente quando il bambino è preoccupato, teso, sotto stress o percepisce
aspettative esagerate nei suoi confronti. In effetti
i tic sono l’espressione esterna, involontaria, di una
tensione emotiva.
Di solito si verificano in soggetti normali, svegli, sensibili; sono più a rischio i bambini timidi e coscienziosi, anche se i tic possono presentarsi anche in
bambini instabili e turbolenti. I tic tendono a sparire
nel giro di due - tre mesi, massimo in un anno. Solo
nel 3% dei casi i tic non si risolvono e persistono in
età adulta. I tic sono classificati:
Tic motori semplici comprendono: smorfie del
viso, movimenti del collo, colpi di tosse, segnali di
ammiccamento;
tic vocali semplici includono: raschiarsi la gola,
sbuffare, tirar su col naso, grugnire,
Tic motori complessi comprendono: battere i piedi,
effettuare movimenti mimici, saltare, toccare, odorare un oggetto;
Tic vocali complessi riguardano la ripetizione di
parole, fuori contesto.
Nei casi più gravi, possiamo assistere alla coprolalia
(usare parolacce) e l’ecolalia (ripetere come un’eco
frasi, parole o suoni sentiti per ultimi).
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100% FITNESS MAG • Ottobre 2014
Come aiutare un bambino affetti da tic?
★Molto utile è far praticare uno sport che piace
al bambino, che lo rilassi e lo aiuti a scaricare le
tensioni.
★Cercate di far rilassare il bambino a livello generale. I tic sono un barometro della tensione interna; assicuratevi che vostro figlio abbia del tempo
libero, non sia soverchiato da più attività organizzate.
Se è molto auto-critico, lodatelo per i suoi comportamenti e fate sì che riprenda fiducia in sé stesso.
★Fate finta di niente davanti ai tic quando si verificano. Quando un bambino presenta dei tic, non
concentrate l’attenzione su di lui; se gli fate notare il suo difetto tutte le volte, reagirà con maggior
tensione e ansia, piuttosto che con l’accettazione
del suo comportamento, creando un circolo vizioso.
Non lasciate che fratelli o altri lo prendano in giro:
assicuratevi che tutti si comportino in questo modo.
★Identificate e rimuovete i fattori determinanti tensione. Provate a tenere, a sua insaputa, un
diario dei tic, per segnarvi quali fatti sono avvenuti
prima degli spasmi abituali; da qui dovreste essere
in grado di risalire a quegli eventi che scatenano le
crisi. Diminuite comunque la pressione psicologica
esercitata in merito ai suoi risultati scolastici, alla
pulizia della sua camera, alle performance sportive.
Evitate medicine a base di efedrina, per esempio
i decongestionanti nasali, che possono favorire la
comparsa dei tic.
★Non parlate dei tic, quando non si verificano. Se
il bambino ha dei periodi senza tic, non sollevate il
problema. Solo se il discorso parte dal bambino che
vi chiede informazioni in merito, siate disponibili a
parlarn