SALUTE & BENESSERE
un “mezzo” rilassante e sicuro che poteva essere l’acqua a 35°C .
La scoperta di un cerotto idrorepellente permise l’attuazione di questo
progetto rendendo possibile così una rieducazione immediata in quarta
giornata postoperatoria. Veniva così realmente applicato il principio base di
Neer: la rieducazione passiva precoce, ma… in acqua calda. Tale tipo di
riabilitazione è stata applicata a Hauteville a 3476 spalle,operate e non, dal
1985 al 1996, e continua tutt’oggi ad essere imperante grazie ad un’ équipe
altamente specializzata, costituendo punto di forza e di merito della scuola
lionese grazie al raggiungimento di risultati ineccepibili. In seguito ad una
esperienza con più di tremila spalle infatti, è stato dimostrato che la piscina ,
non più utilizzata come completamento del lavoro a secco , permette di
superare tutte le difficoltà che si possono incontrare nei primi giorni
postoperatori o in caso di spalle dolorose e rigide trattate con il solo lavoro a
secco, diventando pertanto oggi la base del protocollo riabilitativo francese.
Dal 1998 ad oggi questa metodologia riabilitativa è stata diffusa a Napoli
dalla Dottoressa Alessandra Foglia, la quale ha creato un metodo di lavoro
con protocolli riabilitativi specifici ed un èquipe di terapisti di cui io ne faccio
parte dal 2000. Il paziente pertanto, una volta inquadrato in ambulatorio da
un punto di vista diagnostico e terapeutico, viene inviato presso strutture
dove i terapisti conoscono il metodo lionese ed i protocolli Foglia assegnati,
contribuendo in tal modo a realizzare un serio lavoro di èquipe tra paziente
medico riabilitatore e terapisti.
Le sedute di idrochinesiterapia in acqua a 34°C rivestono un importante
ruolo terapeutico in caso di spalle dolorose e rigide, purche’ vengano sempre
osservati i principi fondamentali della rieducazione:
1) il non dolore;
2) il rispetto dei movimenti richiesti;
3) il rispetto delle pause e del ritmo nell’esecuzione degli esercizi.
Le sedute sono quotidiane o a giorni alterni e della durata di trenta minuti.
Gli esercizi previsti dal protocollo lionese sono semplici per tutti i pazienti e
solo per i più audaci potranno essere prescritti esercizi più impegnativi in
immersione. La decontrazione muscolare e richiesta dall’inizio sino al
termine della seduta, ed è essenziale per il risultato finale. I movimenti
dovranno essere lenti e mai contro resistenza, affinché la spinta idrostatica
possa agire da vero sostegno,rendendo quasi nullo il lavoro muscolare ed
assicurando in tal modo un effetto antalgico volto al recupero della mobilità
articolare e al “risveglio muscolare”. I movimenti richiesti sono cinque o
dieci,ripetuti per una,due o massimo tre serie.Le pause tra le serie sono
almeno di un minuto e devono essere assolutamente rispettate, perché
terapeutiche quanto gli esercizi stessi.
Gli esercizi lionesi sono i seguenti:
1) elevazione anteriore nel piano scapolare in posizione ortostatica
2) bracciate semplici davanti al corpo tipo “rana” in pos. Ortostatica
3) fesso-estensioni degli arti superiori tipo marcia in pos. Ortostatica
4) la rotazione esterna tipo “preghiera”
5) la rotazione interna mano-dorso tipo “abbracci
6) elevazione anteriore nel piano scapolare in cintura
7) bracciate semplici davanti al corpo tipo “rana” in cintura
8) fesso-estensioni degli arti superiori tipo marcia in cintura
9) elevazione anteriore nel piano scapolare in immersione
10) lo stretching
L’ elevazione anteriore nel piano scapolare costituisce il movimento più
importante. Può essere cominciato sin dalla prima seduta, grazie all’utilizzo
di una cintura leggermente elastica,agganciata al corrimano, che, indossata
dal paziente e p