100% Fitness Mag - Anno 0 Dicembre 2006 | Page 19

SALUTE & BENESSERE un “mezzo” rilassante e sicuro che poteva essere l’acqua a 35°C . La scoperta di un cerotto idrorepellente permise l’attuazione di questo progetto rendendo possibile così una rieducazione immediata in quarta giornata postoperatoria. Veniva così realmente applicato il principio base di Neer: la rieducazione passiva precoce, ma… in acqua calda. Tale tipo di riabilitazione è stata applicata a Hauteville a 3476 spalle,operate e non, dal 1985 al 1996, e continua tutt’oggi ad essere imperante grazie ad un’ équipe altamente specializzata, costituendo punto di forza e di merito della scuola lionese grazie al raggiungimento di risultati ineccepibili. In seguito ad una esperienza con più di tremila spalle infatti, è stato dimostrato che la piscina , non più utilizzata come completamento del lavoro a secco , permette di superare tutte le difficoltà che si possono incontrare nei primi giorni postoperatori o in caso di spalle dolorose e rigide trattate con il solo lavoro a secco, diventando pertanto oggi la base del protocollo riabilitativo francese. Dal 1998 ad oggi questa metodologia riabilitativa è stata diffusa a Napoli dalla Dottoressa Alessandra Foglia, la quale ha creato un metodo di lavoro con protocolli riabilitativi specifici ed un èquipe di terapisti di cui io ne faccio parte dal 2000. Il paziente pertanto, una volta inquadrato in ambulatorio da un punto di vista diagnostico e terapeutico, viene inviato presso strutture dove i terapisti conoscono il metodo lionese ed i protocolli Foglia assegnati, contribuendo in tal modo a realizzare un serio lavoro di èquipe tra paziente medico riabilitatore e terapisti. Le sedute di idrochinesiterapia in acqua a 34°C rivestono un importante ruolo terapeutico in caso di spalle dolorose e rigide, purche’ vengano sempre osservati i principi fondamentali della rieducazione: 1) il non dolore; 2) il rispetto dei movimenti richiesti; 3) il rispetto delle pause e del ritmo nell’esecuzione degli esercizi. Le sedute sono quotidiane o a giorni alterni e della durata di trenta minuti. Gli esercizi previsti dal protocollo lionese sono semplici per tutti i pazienti e solo per i più audaci potranno essere prescritti esercizi più impegnativi in immersione. La decontrazione muscolare e richiesta dall’inizio sino al termine della seduta, ed è essenziale per il risultato finale. I movimenti dovranno essere lenti e mai contro resistenza, affinché la spinta idrostatica possa agire da vero sostegno,rendendo quasi nullo il lavoro muscolare ed assicurando in tal modo un effetto antalgico volto al recupero della mobilità articolare e al “risveglio muscolare”. I movimenti richiesti sono cinque o dieci,ripetuti per una,due o massimo tre serie.Le pause tra le serie sono almeno di un minuto e devono essere assolutamente rispettate, perché terapeutiche quanto gli esercizi stessi. Gli esercizi lionesi sono i seguenti: 1) elevazione anteriore nel piano scapolare in posizione ortostatica 2) bracciate semplici davanti al corpo tipo “rana” in pos. Ortostatica 3) fesso-estensioni degli arti superiori tipo marcia in pos. Ortostatica 4) la rotazione esterna tipo “preghiera” 5) la rotazione interna mano-dorso tipo “abbracci 6) elevazione anteriore nel piano scapolare in cintura 7) bracciate semplici davanti al corpo tipo “rana” in cintura 8) fesso-estensioni degli arti superiori tipo marcia in cintura 9) elevazione anteriore nel piano scapolare in immersione 10) lo stretching L’ elevazione anteriore nel piano scapolare costituisce il movimento più importante. Può essere cominciato sin dalla prima seduta, grazie all’utilizzo di una cintura leggermente elastica,agganciata al corrimano, che, indossata dal paziente e p