Quando l’IA viene unita a meccanismi che interagiscono con il mondo reale, la capacità di
produrre effetti destabilizzanti viene rafforzata ulteriormente, sia sul piano individuale sia su
quello sociale. Infatti, ad esempio, sin dalla fine dell’ultima recessione, la produzione
manifatturiera negli Stati Uniti è aumentata di oltre il 20%, ma nello stesso settore l’occupazione è
salita soltanto di un quarto. Questa tendenza può essere solo l’inizio.
Uno studio condotto nel 2013 dai ricercatori dell’Università di Oxford rivela che, poiché i sistemi
robotici generici stanno diventando sempre più performanti e più facilmente programmabili, il 47%
dei lavori in America è a rischio “automazione“. La politica e le implicazioni etiche di un tale
sviluppo sarebbero particolarmente gravi poiché, come fa notare lo studio, molti dei lavori che
rischiano di essere automatizzati equivalgono a impieghi poco qualificati che oggi vengono svolti
in modo sproporzionato dai lavoratori di bassa estrazione. Così, nei Paesi che difendono il diritto
alla protezione contro la disoccupazione (Articolo 23.1 nella DUDU-Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani), tali sviluppi possono anche avere significative conseguenze giuridiche.
Nel romanzo di Gibson, il protagonista vive in un futuro misterioso in cui gli uomini e le loro
intelligenze artificiali si trovano in uno stato continuo di antagonismo reciproco. “Nessuno si fida di
quelle fottute bastarde […]” narra il romanzo, “ma nel minuto, voglio dire nel nanosecondo in cui
qualcuna comincia a immaginare qualche mezzuccio per diventare più intelligente, Turing la
spazzerebbe via.” Anche se ciò potrebbe ancora avvenire, l’immagine popolare della minaccia
rappresentata dall’Intelligenza Artificiale, in cui un computer senziente cerca di accrescere la
propria intelligenza a spese dei suoi creatori umani, resta speculativa. Tuttavia, i rischi causati da
questa tecnologia ad altri campi dei diritti umani incombono già su di noi. Le violazioni dei diritti
alla privacy e a un “equo processo” possono rappresentare solo l’inizio.
FINE CITATO DELL'ARTICOLO TRADOTTO DA LUCIANA BUTTINI.
Luciana Buttini
Laureata in Scienze della Mediazione Linguistica, ha in programma di specializzarsi in Lingue per la
cooperazione e la collaborazione internazionale. Nel frattempo lavora come traduttrice freelance dal
francese e dall'inglese in vari ambiti. INFO DIRETTO, VEDI LINK.
https://vociglobali.it/2017/01/23/lintelligenza-artificiale-e-le-implicazioni-sui-diritti-umani/
Discorrere di biodiritto, postumanità e diritti fondamentali sottende un quesito tanto semplice nella
formulazione quanto fondamentale e complesso nella risposta: il concetto di “umanità” è
declinabile oppure rappresenta un valore assoluto? E se, come paiono suggerire le moderne
conquiste della tecnica, si optasse per il primo senso, di là dalle entità inanimate e dal mondo
animale, quale è la discriminante tra più e meno umano? E, immediatamente dopo, dove si
ricolloca allora il confine tra umano e non umano?