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Quindi non ha assolutamente senso fare rivoluzioni o cercare di convincere chi non vuole essere convinto o che è troppo connesso con il mondo fisico. Anzi si rischia di fargli ancora più male. Quante volte mi sono chiesto se è meglio essere inconsapevole piuttosto che non sapere nulla? .. e la risposta che mi sono dato è : dipende. Dipende da quanto è forte la convinzione di essere uno spirito immortale. E qual è il “break even point”, cioè il punto sufficiente affinchè questa consapevolezza sia stabile e permanente? Il punto di pareggio della consapevolezza che riesce a resistere al bombardamento mediatico, alle invalidazioni di amici o conoscenti, ai ricatti più o meno velati delle persone vicine? E’ l’indifferenza verso la propria morte. La vostra morte perde di importanza perché la consapevolezza di essere coscienze spirituali immortali è diventato un dato stabile e quindi ogni attimo della vostra vita diventa viene utilizzato per migliorare e migliorarsi ma senza nessun attaccamento. Aumentare il proprio essere con l’esperienza e non i propri averi, parafrasando Erich Fromm. Al di sotto di questa consapevolezza è inutile. Chi si identifica con il proprio corpo, ha già perso. Per questo io consiglio di passare il link di questi podcast solo a persone che hanno la speranza di diventare libere. Tutti gli altri lasciamoli stare, perché rischiamo di fargli del male. Ho imparato a mie spese che voler essere il salvatore del mondo fa parte dell’implant. Lottare perché sta per arrivare il liberatore e poi ci saranno i 1000 anni di pace, è altro materiale dell’implant. Non c’è nulla fuori di noi. Tutto è dentro di noi. Solo questa è la strada, e solo chi ha coscienza di questo può essere un nostro compagno di viaggio. E tanto per quantificare, se riusciamo a formare un gruppo di 100 persone è già troppo o comunque oltre le più rosee aspettative. E se siamo in 5 amici va bene uguale. Il fine ultimo che è degno di essere realizzato è quello aiutarsi vicendevolmente ad avere le basi e gli strumenti per arrivare alla liberazione da questa realtà materiale e decadente, nella quale l’implant è uno dei principali strumenti di legame. Il primo passo è quello della presa di coscienza, conoscere il problema è l’inizio della fine di quel problema. Il secondo è quello conoscere il fenomeno. Il terzo è trovare gli strumenti ed il modo per liberarsi. Il quarto è quello di agire con determinazione e mettendoci tutto il tempo e tutta l’energia per arrivare alla soluzione. Chiaramente non basta aver letto la definizione di implant per completare il primo passo, e cioè la presa di coscienza, perché chiunque mi stia ascoltando penserà che, anche se a livello teorico la cosa non si possa completamente escludere, mai e poi mai noi siamo stati coinvolti in processi di questo tipo.