The Next Factory Novembre/Dicembre 2022 | Page 46

zi attuali dei materiali (+ 74,3 % economie di scala , settori tradizionali + 57 %, alta tecnologia + 41,2 %) oltre che alla volatilità dei costi dell ’ e- nergia . I margini che l ’ industria aveva risultano quindi tutti assorbiti ».
La difficoltà di reperimento delle materie prime e il relativo aumento dei costi sono una spada di Damocle sulla testa di molti imprenditori . Quali a suo avviso i provvedimenti necessari per allentare questa morsa ? Quali sono le proposte da parte di Confindustria in merito ? « In questo caso non c ’ è bisogno di provvedimenti , se non in casi eccezionali . Confindustria chiede che il Governo e le istituzioni tutelino l ’ industria italiana facendo gli interessi del Paese attraverso una vera azione di sistema . E questo lo si fa portando avanti una serie di iniziative : esplorando nuovi mercati che consentano di compensare gli approvvigionamenti bloccati causa sanzioni , facendo ripartire i progetti di rigassificazione fermi , liberando energie per imprese e famiglie attraverso il taglio del cuneo fiscale e cercando nuovi fornitori , individuando preventivamente le alternative alle risorse oggetto di sanzioni . Visto come è stato gestito il dossier balneari , conclusosi con un esproprio delle proprietà private , siamo ben lontani da questa Italia ideale ».
Francesco Buzzella , Presidente di Confindustria Lombardia
Le imprese manifatturiere lombarde sono ai primi posti a livello di export . Vista questa situazione di blocco verso alcuni Paesi come si potrà evolvere l ’ export lombardo nel mondo ? Oltre alle difficoltà quali le opportunità di esportazione verso alcuni Paesi ? « L ’ export lombardo ha chiuso il 2021 con la cifra record di 135,9 miliardi di euro . Nel quarto trimestre l ’ attività delle imprese manifatturiere lombarde si è mantenuta su buoni livelli , nonostante i problemi riscontrati sul lato delle forniture e dei prezzi delle materie prime e dell ’ energia . Una domanda estera ancora vivace , anche se con i primi segnali di rallentamento , ha consentito all ’ export lombardo di crescere ulteriormente ( segnando un + 10,2 % rispetto al trimestre precedente ). La Germania e la Francia rimangono le destinazioni principali per i prodotti lombardi . Per sfruttare al meglio gli scenari previsti bisognerà pertanto sia assecondare la domanda in mercati già presidiati che organizzare vere e proprie attività di “ scouting ” Paese alla ricerca di nuove mete commerciali . Tra queste torna a essere promettente l ’ Africa subsahariana , dove il processo di “ catching up ” ( il Ghana , il Kenya e l ’ Etiopia risultano essere gli avamposti più interessanti ) favorirà le opportunità di internazionalizzazione .
Le opportunità vanno costruite con due approcci diversi ma possibilmente concomitanti : - approccio orizzontale , ossia analisi delle reali opportunità presentati da Paesi come USA , Turchia , Canada ;
- approccio verticale , cioè settoriale , per esempio meccanica-macchinari per l ’ industria ; agroalimentare ; fashion-design , abbinato al Paese target . Inoltre , un ’ altra rilevante opportunità viene lanciata dal mondo digitale , la presenza sulle piattaforme di e-commerce . I processi di internazionalizzazione delle imprese si stanno spostando su attività online sempre di più e molto velocemente . Diventa importante capire e cogliere le potenzialità del modello e-commerce tenuto conto però delle problematiche legali e contrattuali che esso comporta ».
L ’ aumento dei costi dei trasporti ha messo in atto il fenomeno del reshoring . Questo fenomeno offrirà delle opportunità anche per le imprese lombarde ? « La pandemia ha portato alla luce un punto critico delle catene globali del valore : l ’ eccessiva interdipendenza globale e la lunghezza delle supply chain rappresentano un limite nel momento in cui si verificano eventi disruptive . Accorciare le catene del valore , oltre ad attutire gli shock , contribuisce alla crescita attraverso l ’ aumento del PIL , obiettivo fondamentale per i nostri Paesi , data la profonda crisi degli ultimi anni e la contestuale forte crescita delle economie asiatiche . Per questi motivi Confindustria Lombardia nel biennio appena concluso si è impegnata a promuovere , attraverso azioni di soft lobby , il rientro in Lombardia delle aziende che nei decenni precedenti avevano spostato per esigenze di competitività parte delle proprie produzioni all ’ estero . Bisogna però essere realisti : nella attuale congiuntura internazionale , con i costi energetici alle stelle , è impensabile che le imprese possano valutare di riportare le produzioni in Italia . Attualmente , anzi , abbiamo il problema opposto , ovvero quello di trattenere le aziende dal trasferire le produzioni all ’ estero ,
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