Accanto alla casa c’è un forno a legna e poco più in là un grosso fico. Parcheggiano sul prato, vicino alla moto di Nico e alla Due Cavalli dell’Irene, che poi la
strada si fa ripida. In fondo alla discesa la prima cosa che arriva è l’odore di brace e
fumo. È appena meno buio, di fronte il riflesso dell’acqua e a sinistra un percorso
illuminato da candele appoggiate in terra per arrivare alla spianata.
Break on through to the other side...
Si intuiscono teste che si agitano, voci e musica non coprono i cinguettii, gli
scricchiolii e lo strisciare degli animali tra i cespugli.
- Che fine avete fatto? - chiede l’Irene offrendo a Gio’ un sorriso e un panino con
la salsiccia. Gio’ risponde con un’occhiata che è anche un invito.
- Buonasera cara, bel vestitino.
- Ire, il fumo? - domanda Massi appoggiando lo scatolone in terra.
- L’ha portato Nico, è là vicino al mangianastri. Poi non l’ho più visto, Nico. M’ha
chiesto se è vero che l’acqua del lago guarisce le ferite.
La serata scorre, le provviste finiscono, le coppiette riempiono gli angoli. Il giorno
torna presto, la radio è spenta e gli animali svegli e vivaci già da un po’. La salita
è all’ombra ma resa difficile dai saluti tristi della fine della festa. Il gomito di Gio’
sporge dal finestrino mentre se ne vanno. C’è ancora la moto di Nico vicino alla
casa dell’Anna.
2014, Barchi.
Chissà come sia venuto in mente a Massi di tornarci, dopo tutti quegli anni e nei
pochi giorni di passaggio in Italia. Dopo che l’ultima volta è stato per riconoscere
il corpo e spiegare come abbia potuto andarsene dalla festa senza di lui. Ora le
case nella strada per Barchi iniziano molto prima e così i lampioni, anche il cartello di benvenuto al paese è stato spostato di centinaia di metri per non escludere
nessuno. Il primo tratto dopo la curva è asfaltato, ci sono villette a schiera e il garage del comune ma non l’odore dolce di barbabietole. Poi inizia lo sterrato e un
pendio delicato circondato da campi incolti, ma è dopo la casa colonica abbandonata e cadente che la discesa si fa ripida e profonda. Massi si ferma un attimo,
accarezza il ginocchio dolente come a fare coraggio almeno a quello. Il lago è
stato prosciugato anni fa, portava le malattie o la morte, ma questo lo sapeva. Al
suo posto altri alberi alti e un sottobosco di rovi intrecciati. Si sentono ancora gli
uccellini e gli animali strisciare tra i cespugli e c’è sempre l’ombra. E poi c’è il fango,
grigio all’ombra e quasi rosa quando ci batte il sole, che sporca le scarpe e resiste
tenace anche quando non piove da mesi.
E tu, vuoi provare con un tuo racconto? Solo tre regole: Marche, noir e 4000
battute, spazi inclusi. Spediscilo a:
a.morbidelli@whymarche.com.
Buona lettura!
74 / WHY MARCHE
CONSIGLI DI
LETTURA:
Questa volta i consigli di lettura di
Tutt’altro che Morbido vi portano a
clikkare piuttosto che a sfogliare. Sono
due i blog che vorrei consigliarvi. Il primo
è Sdiario (https://barbaragarlaschelli.
wordpress.com, oppure cercate “Sdiario”
su Google): un piacevole luogo di incontro tra lettori e Sviaggiatori, ognuno
con la propria storia da raccontare, sotto
la guida esperta e sapiente di Barbara
Garlaschelli, scrittrice nostrana che non
ha bisogno di presentazioni. A proposito,
un consiglio nel consiglio, il suo ultimo
romanzo “Carola” (Frassinelli) è una di
quelle opere che non potete perdervi.
Mentre se amate stare stretti stretti, sappiate che c’è chi di questo ha fatto una
vera arte: riassumere un romanzo in 500
battute non è cosa di tutti i giorni. Clara
Abatangelo e i suoi distillatori ci stanno
riuscendo. Sono ormai più di trecento
le opere condensate nella pagina www.
rovistamente.com/stillae. Fateci un giro
e diventate distillatori anche voi. Vi basta
poco: scegliervi un nickname, striminzire
il romanzo in 500 battute e spedirlo
insieme a un’immagine di riferimento
a: stillae@rovistamente.com. Perché
scrivere è anche questo.