Test Drive | Page 73

Tutt’altro che Morbido DI Alessandro Morbidelli Di nuovo in barca, o magari a Barchi, dove i fanghi e le acque assumono lo stesso aspetto e sono pronte a togliere tutto. Ospite di questo numero di Tutt’altro che Morbido è la giovane e bravissima Valentina Pierini, pronta ad aprire le porte della nostra percezione a una storia atroce, con la giusta colonna sonora. “This is the end, my only friend” di Valentina Pierini 1974, Mondavio. Dalla Dyane verde accostata sporge il gomito di Giorgio. I fari puntati sui mattoni bassi della rocca. Anche la testa, rossiccia, sbuca dal finestrino. I know your deepest, secret fear… Il secondo a salire è Filippo, trafelato come al solito. Cinquecento metri più avanti, Massimo esce dal bar e sbraccia per salutare, il mento appoggiato sullo scatolone aperto e pieno di bottiglie. Il cartone stabilizzato sulla pancia. Qualche passo e sale anche lui. - Bella, pronti alla nottata? - Hai preso abbastanza da bere Massi? - Sì, Gio’. Al fumo ci pensa quell’alieno di Nico, sempre che si presenti. - Dai, non fare la merda, e poi gli è passata quella fissa dei piedi, di non poterli poggiare in terra e che tutti glieli guardino. - Filo maschera male lo spavento mentre lo dice. - Che storiaccia. E due giorni fa? Quella fasciatura sulla pancia sana perché vedeva una ferita? If we don’t find the next whisky bar, I tell you we must die… Per arrivare a Barchi la strada è buia, c’è una curva a U e una discesa di ghiaia, ai lati campi di barbabietole da zucchero. - Filo chi è che