Tecnologie Meccaniche Settembre 2026 | Page 39

L’ economia globale avanza a velocità differenti: i mercati emergenti e gli Stati Uniti mantengono un forte dinamismo, mentre l’ Europa mostra una ripresa più timida. L’ Italia rimane nelle retrovie, dove la tenuta dell’ occupazione e il rilancio degli investimenti interni bilanciano solo in parte la debolezza della produzione industriale e il calo delle esportazioni, che penalizzano soprattutto il settore dei beni strumentali.

Crescita globale a due velocità nel 2025, ma l’ Italia frena

L’ economia globale avanza a velocità differenti: i mercati emergenti e gli Stati Uniti mantengono un forte dinamismo, mentre l’ Europa mostra una ripresa più timida. L’ Italia rimane nelle retrovie, dove la tenuta dell’ occupazione e il rilancio degli investimenti interni bilanciano solo in parte la debolezza della produzione industriale e il calo delle esportazioni, che penalizzano soprattutto il settore dei beni strumentali.
a cura di UCIMU- Sistemi per Produrre

Nel 2025 l’ economia globale cresce del 3,1 %, sostenuta dal commercio internazionale e dai paesi emergenti(+ 3,9 %) come India e Cina, mentre l’ a- rea dei paesi industrializzati si mantiene su ritmi modesti(+ 1,6 %). Tra le grandi economie avanzate brillano gli Stati Uniti(+ 2,3 %), affiancati in Europa dalle ottime performance della Spagna(+ 2,9 %), al fronte di un’ area euro che frena al + 1,5 % con la Germania appena uscita dalla recessione(+ 0,4 %). L’ Italia si posiziona nelle retrovie europee con una crescita contenuta dello 0,5 %, trainata soprattutto dalla ripresa degli investimenti interni(+ 3,5 %) a fronte però di una produzione industriale che continua il suo calo(-0,2 %). Particolarmente sofferto appare il settore nazionale dei beni strumentali, il cui fatturato flessiona del 2,1 % a causa della debolezza delle esportazioni(-5,4 %), pur garantendo un contributo fondamentale all’ attivo della bilancia commerciale italiana. Nel complesso, il quadro descrive uno scenario economico fortemente a due velocità, in cui la fragilità manifatturiera dei vecchi colossi industriali europei contrasta con il dinamismo dei mercati asiatici e l’ intraprendenza della domanda interna americana. Per l’ Italia emergono debolezze strutturali legate al calo della produzione e della competitività estera, compensate solo parzialmente

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