Assemblea Ucimu
Lo scorso primo luglio si è svolta l’ assemblea annuale delle associate Ucimu
diverse scelte comunitarie alcune responsabilità inequivocabili, a iniziare dalle decisioni legate all’ automotive con la cosiddetta e-mobility che, di fatto, hanno paralizzato un’ economia forte e trainante come quella tedesca. Ma se vacillano alcuni fondamenti alla base dell’ Unione Europea altrettanto non devono fare secondo Gozzi le aziende italiane, in particolare quelle costruttrici di macchine utensili che, forti delle proprie peculiarità come la capacità di innovare, di essere problem solving e sarte nel cucire addosso soluzioni tecnologiche di processo customizzate sulle specifiche esigenze produttive, sapranno reagire a questa fase complicata, dazi o non dazi. Il contesto difficile offre infatti comunque delle opportunità che Gozzi è convinto sapremo cogliere e sfruttare al meglio grazie a una capacità di reazione e adattamento che solo le aziende italiane sanno mettere a terra. Gozzi ha poi concluso il suo intervento con un invito agli imprenditori e ai manager presenti di non farsi scoraggiare dalle difficoltà: « Se dobbiamo stare in prima linea- incoraggia Gozzi- non possiamo permetterci di essere pessimisti, anzi, dobbiamo puntare con
decisione e fare leva sui nostri punti di forza per reagire ed essere pronti a cogliere le suddette opportunità ». Un incoraggiamento che sembra stia portando i suoi frutti stando ai dati della raccolta ordini di macchine utensili del secondo trimestre di quest’ anno, che gli indicatori dicono non essere l’ anno della ripresa decisa, ma senza dubbio essere quello dell’ inversione di tendenza. Ma delle previsioni per questo 2025 parleremo in seguito, non prima avere dato un quadro piuttosto approfondito dei consuntivi 2024.
I consuntivi 2024 Secondo i dati di consuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu, nel 2024 la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 6.327 milioni di euro, registrando un calo del 16,9 % rispetto al 2023. Il risultato è stato determinato dal pesante ridimensionamento delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno, scese del 39,5 % a 2.054 milioni, zavorrate dal crollo del consumo domestico che si è fermato a 3.707 milioni, il 36,3 % in meno rispetto all’ anno precedente. Anche le importazioni hanno sofferto attestandosi a 1.653 milioni,-31,8 %. Differente è risultata la performance delle imprese italiane sui mercati esteri, come conferma il dato di export che è cresciuto di un timido 1,2 %, a 4.273 milioni di euro, segnando un
Antonio Gozzi, Presidente di Federacciai( a sinistra) e Riccardo Rosa, Presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre
64 Settembre 2025 www. techmec. it