T ecnica
Nel mondo della meccanica di precisione, dove ogni secondo conta e ogni errore si paga caro, il rapporto tra Mec. System e D. Electron si distingue come un esempio virtuoso di collaborazione tra utilizzatore finale e fornitore di tecnologia. Una sinergia che ha permesso all’ azienda marchigiana di crescere in efficienza e competitività, mantenendo però quella dimensione artigiana che fa di flessibilità e ingegno il vantaggio competitivo. A raccontarlo a Tecnologie Meccaniche senza troppi fronzoli ma con la passione che traspare immediatamente è Alfredo Marini, Amministratore di Mec. System: « Avevamo un’ esigenza precisa: rendere estremamente semplice la programmazione, anche partendo da disegni che spesso arrivano solo in PDF dai clienti. Volevamo che chiunque, anche un nuovo assunto dopo un mese, fosse in grado di mettere mano ai programmi. Con D. Electron ci siamo riusciti ». Con D. Electron la collaborazione dura da oltre 10 anni e oggi rappresenta un caso di successo nell’ integrazione tra macchina, uomo e software.
Dall’ officina alla metalmeccanica Il percorso di Marini è tutt’ altro che canonico. « Sono partito come contadino, poi ho fatto il meccanico di automobili. Dopo un po’ di studi da perito meccanico mi sono trovato a lavorare nel settore metalmeccanico. Provenendo dall’ automotive, le lavorazioni meccaniche mi sembravano meno complesse. E infatti mi ci sono trovato subito bene », sottolinea raccontandosi. Questa umiltà non deve trarre in inganno. Marini è un imprenditore che ha sempre avuto l’ occhio lungo: « Trent’ anni fa mi sono trovato a leggere il primo manuale di un controllo Heidenhain mentre nessun altro lo faceva. Poi ho iniziato a usare controlli come Selca, che erano veri e propri“ giocattoli” per chi amava programmare e sembrava una rivoluzione rispetto al codice ISO puro. Il Selca parlava il linguaggio dei meccanici », precisa Marini. Oggi quel know-how è stato trasferito e potenziato nei sistemi D. Electron,
ZFLASH Next, l’ estrema definizione nella manipolazione della simulazione del percorso utensile
che Marini definisce senza esitazione « più semplici ed efficienti, con una compatibilità perfetta con i programmi già sviluppati in passato. Sulle nostre 15 macchine a controllo numerico non c’ è bisogno di alcuna conversione: il codice viene letto senza problemi. Questo per noi è stato determinante ».
La scelta della semplicità La filosofia di Mec. System è chiara: semplificare ogni passaggio per essere rapidi, reattivi e flessibili. Una strategia che si
La nuova gamma di prodotti D. Electron OST22, OPT17, OC15, KMU17 e KCN17
riflette anche nella struttura produttiva: « Non abbiamo una singola macchina da un milione di euro: ne abbiamo tante, più semplici ma potenti. Così possiamo distribuire il carico di lavoro, adattarci alle urgenze e fare anche lotti molto piccoli con efficienza. Se un cliente ci carica un ordine da 300 codici diversi noi siamo in grado di gestirlo in una settimana ». A rendere possibile tutto questo è anche l’ approccio diretto alla programmazione: « Con D. Electron, in molti casi, conviene fare il programma direttamente in officina piuttosto che in ufficio tecnico con un CAD / CAM. Il tempo che perdi per farlo passare in ufficio per elaborarlo, per inviarlo in macchina … lo risparmi se programmi a bordo. E lo fai anche meglio, perché sei davanti al pezzo », ribadisce.
Una tecnologia che non si ferma mai Altro tema cruciale per Mec. System è l’ affidabilità. In una zona di campagna dove la corrente è soggetta a cali e interruzioni frequenti, il controllo deve essere robusto, pronto a ripartire senza danni. « Con D. Electron non abbiamo mai avuto un fermo macchina. Mai una scheda rotta, mai un motore. L’ unico componente www. techmec. it Settembre 2025 171