Halos for Robotics nel proprio robot umanoide, Digit. È una buona notizia, e voglio dirlo chiaramente. La sicurezza è stata a lungo l’ ambito meno glamour della robotica. Interessa agli ingegneri e ai comitati di normazione, non a chi realizza video di robot che ballano o corrono mezze maratone. Per questo, quando una delle aziende più influenti nel computing mette il proprio peso a favore della sicurezza robotica, e quando uno dei principali produttori di umanoidi sottopone il proprio sistema a una verifica indipendente, ne beneficia l’ intero settore. Investire nella sicurezza significa investire nella fiducia, e la fiducia di clienti e utilizzatori è fondamentale se le imprese vogliono continuare a beneficiare dell’ automazione. Vale la pena osservare da vicino cosa affronta questa nuova fase di lavoro, e cosa invece non affronta.
Un problema di percezione, ben finanziato Gran parte dello sforzo sulla sicurezza degli umanoidi, inclusi molti dei nuovi strumenti, si concentra sulla percezione. Le domande più complesse vengono formulate così:“ Il robot è in grado di rilevare una persona, prevedere dove sta andando ed evitare una collisione?”. L’ approccio di NVIDIA include un metodo“ outside-in” che utilizza telecamere esterne e agenti AI per osservare lo spazio di lavoro e regolare il comportamento del robot. È un lavoro ingegneristico difficile, ma cruciale. Tuttavia, l’ evitamento delle collisioni basato sulla percezione poggia su un presupposto: che il robot mantenga il controllo di sé stesso. La disciplina della sicurezza funzionale nasce dall’ i- stinto opposto. Una valutazione del rischio si concentra meno su come si comporta una macchina quando tutto funziona, e più su come si comporta quando qualcosa si rompe. La domanda centrale: è cosa fa il robot nel momento in cui un componente si guasta? Nel caso degli umanoidi, la risposta è scomoda.
David Brandt, PhD, VP of R & D e CTO, Teradyne Robotics
Cosa succede quando un componente si guasta Un umanoide con gambe è dinamicamente stabile. Rimane in posizione eretta solo rilevando continuamente il proprio equilibrio e correggendolo molte volte al secondo. Se questo controllo viene meno, cade invece di fermarsi sul posto. Immaginiamo un umanoide a metà passo quando un attuatore di una gamba si guasta. La macchina ha già iniziato un movimento che non può più completare e si sbilancia, potenzialmente cadendo su chi si trova nelle vicinanze. Considerata la massa di questi robot
Il design leggero e l’ ingombro ridotto permettono all’ UR15 di Universal Robot di essere installato quasi ovunque
e il loro baricentro elevato, le possibili conseguenze sono serie. Un sistema di percezione impeccabile non aiuta in questo caso: il robot può anche sapere dove si trovano le persone, ma non sarà in grado di evitarle. Nel momento in cui si verifica il guasto, il robot ha perso proprio quel controllo che la percezione avrebbe dovuto guidare. La mia collega ed esperta di sicurezza robotica Roberta Nelson Shea evidenzia un punto correlato, legato all’ alimentazione: un guasto alla batteria può disabilitare contemporaneamente ogni attuatore e ogni sensore, e un umanoide ha bisogno di una riserva di energia anche solo per abbassarsi in una posizione stabile. La stabilità dipende dal fatto che nulla vada storto: questo rende la tolleranza ai guasti la sfida di sicurezza più profonda per i robot antropomorfi.
Dove tutto questo incontra le norme I robot industriali sono in genere progettati per essere tolleranti al singolo guasto, in modo da rispettare gli standard di sicurezza applicabili. In parole semplici, il guasto di un singolo componente non dovrebbe poter creare una situazione pericolosa. La norma ISO 10218-1, lo standard per i bracci robotici
www. techmec. it 91