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Tra tungsteno e“ Young Talents”
di Davide Davò
FEDERICO COSTA, DA NOVEMBRE 2023 LEI RICOPRE LA CARICA DI PRESIDENTE DELL’ ASSOCIAZIONE ECTA( EUROPEAN CUTTING TOOLS ASSOCIATION). QUANTO È IMPORTANTE PER L’ ITALIA POTER CONTARE SU UN QUADRIENNIO CON LA PRESIDENZA ITALIANA? « L’ importanza strategica è molto alta. I membri che fanno parte di ECTA sono le principali associazioni nazionali europee legate al mondo delle macchine utensili, tra cui UCIMU-Sistemi per Produrre per l’ Italia e VDMA per la Germania, a testimonianza di un sistema che vede i produttori di utensili fortemente integrati nella filiera industriale. L’ Italia è uno dei principali mercati europei per gli utensili, il secondo come volumi di vendita dietro la Germania, e ha un’ industria forte, fatta soprattutto di PMI con profonde competenze nella produzione di utensili speciali. La scelta dell’ associazione di affidare la presidenza a una figura del panorama italiano risponde alla volontà di valorizzare le peculiarità del nostro Sistema Paese e in quest’ ottica è stata scelta Febametal proprio poiché racchiude produzione interna, propensione allo speciale, conduzione familiare. Sono molto onorato di questo incarico che sto portando avanti dando continuità a quanto fatto dal mio predecessore Markus Horn, anche se nel mio mandato il punto centrale sono e saranno i giovani talenti. Il mio approccio, sintetizzato nel motto“ Young Talents”, punta a rilanciare l’ appeal del settore manifatturiero e del machining presso le nuove generazioni. Tuttavia, le recenti difficoltà del contesto industriale stanno progressivamente spostando l’ attenzione su altre sfide ».
PRIMA DI AFFRONTARE IL TEMA DELLE PIÙ RECENTI EVOLUZIONI, PROVIAMO A FARE UN PASSO INDIETRO VALUTANDO IL MERCATO IN CONDIZIONI“ ORDINARIE”. QUAL È LA
FOTOGRAFIA DEL SETTORE NEL BIENNIO 2024- 2025? « Il biennio 2024-2025 può essere descritto come una fase di sostanziale stabilizzazione, con una pausa che definirei fisiologica dopo anni di crescita sostenuta, durante i quali in Italia gli incentivi legati a Industria 4.0 avevano spinto fortemente la domanda sia di macchine utensili sia di utensili di consumo. Non si è trattato però di un rallentamento uniforme per i vari comparti. È sotto gli occhi di tutti il calo del settore automotive europeo, storicamente centrale per tutta la filiera della meccanica e quindi anche per i produttori di utensili. Le incertezze legate alla transizione verso la mobilità elettrica, e in particolare agli obiettivi fissati per il 2035, hanno portato i grandi player a rivedere strategie e investimenti, generando un effetto a catena su tutto l’ indotto. La progressiva riduzione dei componenti meccanici nei veicoli elettrici rappresenta inoltre una sfida strutturale per il comparto. A questo trend negativo per fortuna si contrappongono gli andamenti di aerospace e difesa, tornati a trainare la domanda sostenuti anche dal contesto geopolitico. Vi sono poi ambiti come il medicale che hanno mantenuto una buona stabilità. Nel complesso, il biennio è stato quindi di assestamento: a fronte di un calo degli ordini e di una domanda più incerta, il settore ha comunque dimostrato una buona tenuta, con alcuni segnali di ripresa emersi soprattutto nella seconda metà del 2025 ».
QUESTO, DUNQUE, L’ ANDAMENTO DEI COMPARTI INDUSTRIALI. PARLANDO INVECE DI AREE GEOGRAFICHE, QUAL È LO STATO DI SALUTE DEI PRINCIPALI PAESI EUROPEI? « Sempre in riferimento al biennio 2024-2025, l’ a- spetto più evidente è il rallentamento della Germania, tradizionale locomotiva industriale del continente. La flessione del mercato tedesco ha
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