Tecnologie Meccaniche Luglio 2026 | Page 118

’ ultima parola di Davide Davò

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Occupazione e formazione

LA CRESCITA DELL’ OCCUPAZIONE DEVE ESSERE SOSTENUTA DA MAGGIORE FORMAZIONE PER INTRODURRE NELLE AZIENDE LE COMPETENZE LEGATE AD AI E DIGITALIZZAZIONE

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’ industria manifatturiera italiana sta vivendo una delle trasformazioni più profonde degli ultimi decenni. L’ automazione non è più soltanto sinonimo di robotica, ma si intreccia con intelligenza artificiale, digitalizzazione dei processi, analisi dei dati e sistemi produttivi sempre più connessi. In questo scenario, il vantaggio competitivo non dipenderà esclusivamente dalla capacità di investire in tecnologie, ma soprattutto dalla disponibilità di competenze adeguate per governarle. È questa la vera sfida che attende il nostro sistema industriale: accompagnare l’ innovazione con un grande investimento nella formazione, sia delle nuove generazioni sia di chi è già inserito nelle imprese. I dati OCSE aggiornati offrono, sotto questo profilo, un segnale incoraggiante. L’ Italia registra infatti un tasso di disoccupazione del 5 % a maggio 2026, il livello più basso mai rilevato e sostanzialmente allineato alla media OCSE( 4,9 %). Nell’ ultimo anno la disoccupazione è diminuita, mentre nella maggior parte dei Paesi OCSE il tasso di disoccupazione è rimasto stabile o ha registrato un lieve aumento. Secondo i dati dell’ OCSE, l’ Italia ha registrato un calo del tasso di disoccupazione nell’ ultimo anno, insieme ad altre economie dell’ Europa meridionale come Grecia, Portogallo e Spagna, mentre nella maggior parte dei Paesi OCSE il tasso è rimasto stabile o ha mostrato un andamento meno favorevole. È un risultato che va letto con attenzione. La riduzione della disoccupazione costituisce una base favorevole, ma la vera sfida resta quella delle competenze. Molte imprese manifatturiere continuano infatti a segnalare difficoltà nel reperire profili tecnici qualificati, proprio mentre l’ intelligenza artificiale e la digitalizzazione stanno trasformando i processi produttivi. È proprio ora che formazione tecnica, ITS, università e aggiornamento continuo devono diventare una priorità condivisa, per invertire una tendenza che negli ultimi anni ha visto il sistema produttivo perdere competenze strategiche mentre la domanda di profili qualificati continuava a crescere. Accanto a questi segnali positivi, le più recenti previsioni OCSE evidenziano anche alcuni fattori di rischio. La nuova crescita dei prezzi dell’ energia ha riacceso l’ inflazione, con effetti diretti sul potere d’ acquisto dei lavoratori. Le previsioni indicano un’ inflazione in aumento nel 2026, spinta dal nuovo rincaro dei prezzi dell’ energia, e un ritorno verso il 2 % nel 2027. In questo contesto, i salari reali sono destinati a subire una nuova contrazione nel 2026, recuperando solo marginalmente nel 2027. Per il mondo della meccanica e della manifattura il messaggio è chiaro. Innovazione tecnologica e competitività non possono prescindere dalla valorizzazione del capitale umano. Investire in competenze significa aumentare la produttività, rendere più attrattive le professioni tecniche e creare le condizioni perché la crescita dell’ occupazione si traduca anche in una crescita del valore del lavoro. È questa la sfida che accompagnerà la prossima fase dello sviluppo industriale italiano.
118 Luglio / Agosto 2026