Tecnologie Meccaniche Luglio 2026 | Seite 11

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Più cresce la spesa, più si riduce l’ incentivo marginale: per le PMI manifatturiere, che tipicamente investono entro i 2,5 milioni, la fascia del 180 % è quella di riferimento e produce l’ effetto fiscale più rilevante. Tutti i beni devono essere oggetto di perizia tecnica asseverata che attesti il rispetto dei requisiti 4.0 e l’ interconnessione al sistema aziendale, oltre a una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale che attesti l’ effettivo sostenimento delle spese.
Chi può accedere La misura è aperta a tutte le imprese italiane, indipendentemente da settore e dimensione, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive in Italia, dal 1 ° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Per le aziende manifatturiere del comparto macchinari, l’ ambito è particolarmente ampio: rientrano robot e sistemi di automazione, macchine a controllo numerico( CNC), linee di additive manufacturing, magazzini automatizzati e i relativi software di interconnessione, ERP e MES. Una novità rilevante riguarda il vincolo“ Made in EU” che tanto ha creato trambusto: per i beni materiali e immateriali 4.0 è stato eliminato, e i macchinari possono quindi essere acquistati senza limitazioni geografiche di provenienza. Il vincolo resta invece per gli impianti fotovoltaici, che devono essere prodotti in UE / SEE e iscritti al registro ENEA( lettera b o c). Attenzione anche a un’ esclusione che riguarda molte PMI: i software gestiti in modalità cloud“ as-a-service”, cioè a canone, non rientrano nell’ agevolazione anche se in merito a questo tema è argomento di dibattito.
Il cumulo con altre misure: l’ esempio SIMEST Uno degli aspetti più interessanti dell’ iperammortamento o Nuovo Piano Transizione 5.0 come viene anche definito, è la possibilità di abbinarlo ad altri incentivi, rispettando due regole chiave: il totale degli aiuti non può superare il costo dell’ investimento e la base su cui si calcola la maggiorazione va nettizzata di eventuali altri contributi ricevuti sulle stesse spese. Un caso tipico per le PMI manifatturiere lombarde è il cumulo con il bando SIMEST per la“ Transizione Digitale ed Ecologica”. Prendiamo una PMI con fatturato export pari al 15 % dell’ ultimo bilancio( sopra la soglia minima richiesta) e in possesso di una diagnosi energetica in corso di validità, che pianifica un piano di investimenti per rafforzare la propria competitività sui mercati internazionali:
• acquisto pressa: 200.000 €
• impianto fotovoltaico: 100.000 €
• software di interconnessione e gestione della produzione: 15.000 €
• totale investimenti: 315.000 €
Come funziona La maggiorazione segue una struttura a scaglioni, calcolata sull’ ammontare complessivo degli investimenti effettuati nell’ anno, le soglie sono annuali, non triennali.
Grazie alla diagnosi energetica, l’ azienda accede alla quota maggiorata di contributo a fondo perduto SIMEST( 20 % invece del 10 % base), accompagnato da un finanziamento a tasso agevolato sulla parte restante dell’ investimento. Una volta incassato il contributo SIMEST, per calcolare l’ iperammortamento occorre depurare ciascun bene dalla quota già coperta a fondo perduto: solo sul valore residuo si applica la maggiorazione del 180 %( prima fascia, fino a 2,5 milioni), che corrisponde a un risparmio fiscale pari al 43,20 % della base netta( 180 % × 24 % di aliquota IRES).
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