Nonostante le difficoltà riscontrate, i risultati ottenuti hanno dimostrato l’ utilità del 5.0 come misura volta a sostenere gli investimenti in nuove tecnologie di produzione in Italia
Nell’ ultimo biennio, UCIMU ha potenziato le sue iniziative dedicate ai paesi dell’ America Latina
L’ importanza di un provvedimento pluriennale « L’ auspicio è che i provvedimenti di incentivo previsti dagli organi di governo nella Legge di Bilancio 2026, siano effettivamente di semplice utilizzo e rapida operatività. Noi costruttori italiani di macchine utensili- ha continuato il presidente di UCIMU- chiediamo semplicemente chiarezza e immediatezza. Per funzionare, la misura deve prevedere poca burocrazia e deve essere rilasciata e resa disponibile fin dalle prime settimane dell’ anno nuovo. Solo così il provvedimento- che sulla carta, per come lo abbiamo conosciuto, ci sembra complessivamente valido- potrà portare reali benefici al manifatturiero del paese. Detto ciò- ha aggiunto Riccardo Rosa-apprezziamo molto il recentissimo annuncio del governo di voler puntare sulla pluriennalità del provvedimento. Poter disporre di una misura dall’ inizio del 2026 al 2028 è certamente una scelta oculata, in grado di permettere alle aziende clienti di pianificare gli acquisti, e ai costruttori di organizzare la produzione, così da distribuire al meglio il lavoro rispetto alla propria capacità produttiva ».
Sguardo rivolto verso l’ America Latina « Sul fronte estero l’ indebolimento di alcuni mercati, a partire dalla Germania travolta dalla crisi dell’ automotive, la difficoltà delle vendite negli USA, nostro primo mercato di sbocco, a causa dei dazi, la chiusura di alcune aree particolarmente ricche di opportunità come la Russia, impongono un lavoro ancora più intenso per lo sviluppo delle relazioni commerciali con le aree tradizionali e con quelle“ alternative” tra cui i paesi dell’ Area del Mercosur. Per tale ragione- ha continuato Riccardo Rosa- desta sconforto leggere sui giornali che l’ Italia è tra i paesi che mettono in dubbio il prosieguo dell’ iter per la chiusura dell’ Accordo EU-Mercosur, di fatto, giunto al rush finale. Tornare sui propri passi ora, in un momento particolarmente delicato per il commercio internazionale, sarebbe un grave errore ». « Anche sulla base di questo accordo, nell’ ultimo biennio, l’ Associazione ha potenziato le sue iniziative dedicate ai paesi dell’ America Latina. Oltre alle missioni esplorative svolte in Brasile, pensate per rafforzare le partnership con il sistema locale fatto di istituzioni, imprese e organizzazioni di rappresentanza, UCIMU ha avviato interessanti interlocuzioni con le organizzazioni di rappresentanza industriale dell’ Argentina propedeutiche a nuove collaborazioni tra le industrie dei due paesi. Oltre a ciò- ha aggiunto il presidente Rosa- non abbiamo tralasciato i cosiddetti“ paesi associati” e“ osservatori” legati all’ accordo, certi che anche questi potranno offrire opportunità interessanti alle nostre imprese. Tra gli associati al
Mercosur abbiamo volto l’ attenzione al Cile ove, a seguito di una missione di ricognizione, è stato messo allo studio un progetto di sviluppo di un Centro Tecnologico con la partecipazione di università locali. Tra gli osservatori, invece, il nostro obiettivo è puntato sul Messico dove, da inizio 2025, è operativa l’ Oficina Italiana de Promotiòn Mexico, un desk che opera per supportare le aziende italiane, nell’ attività di conoscenza e penetrazione del mercato rilevante, anche per l’ area del Centro e Nord- America ». « Con riferimento all’ Asia, India e paesi del Sud est asiatico sono per noi osservati speciali perché caratterizzati da una crescita molto forte e da una buona predisposizione nei nostri confronti, come dimostra la dinamicità delle attività sostenute dalla associazione: dal Desk India alla Rete ITC India e alla Rete IMT Vietnam, entrambe appena rinnovate ». « Volgendo lo sguardo all’ Europa, in attesa di conoscere come l’ economia e l’ industria manifatturiera tedesca risponderanno alle misure introdotte dal governo Merz, l’ auspicio è che l’ Ue intervenga per correggere i tempi e le modalità della transizione verso la mobilità green, così da evitare il rischio di desertificazione industriale del Vecchio Continente. Il principio di neutralità tecnologica è a nostro avviso l’ unica corretta risposta a questa situazione ».
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