Tecnologie Meccaniche Dicembre 2025 | Page 93

IL 70 % DEGLI UNDER 30 VUOLE FARE IMPRESA MA SOLO IL 6 % LO FA nile. Il 70 % degli under 30 vuole un lavoro indipendente o fare impresa, ma solo il 6 & lo fa. In Germania il 12 %. Serve un cambiamento culturale e sistemico. A scuola dobbiamo insegnare che l’ impresa è un atto civico, non solo economico. Creare start-up non è un gioco, ma un modo per risolvere problemi. Poi serve un ecosistema di sostegno reale: incubatori negli ITS e nelle università, accesso semplificato a fondi seed regionali, appalti pubblici“ first customer”, sostegno al rientro dei giovani italiani all’ estero che vogliono fare impresa qui. E soprattutto più donne STEM: borse di studio, mentorship, reti di imprenditrici tecnologiche.”

4chiacchiere con...

• Voucher per tesi industriali, test di laboratorio, prototipazione.
• Dottorati industriali condivisi tra PMI e atenei.
• IP semplificata per chi co-finanzia ricerca. E un ruolo cruciale per gli ITS: possono essere il collante operativo tra PMI e università, con laboratori e progetti applicativi a misura d’ impresa.”
L’ ITALIA HA BISOGNO DI NUOVE ENERGIE E NUOVA IMPRENDITORIALITÀ. PURTROPPO, NEL NOSTRO PAESE L’ IMPRENDITORIALITÀ GIOVANILE RESTA ANCORA UN POTENZIALE INESPRESSO. ANCHE SU QUESTO FRONTE QUALI LE POSSIBILI RICETTE PER INVERTIRE LA ROTTA?“ L’ Italia ha una fortissima cultura d’ impresa, ma un basso tasso di nuova imprenditorialità giova-

IL 70 % DEGLI UNDER 30 VUOLE FARE IMPRESA MA SOLO IL 6 % LO FA nile. Il 70 % degli under 30 vuole un lavoro indipendente o fare impresa, ma solo il 6 & lo fa. In Germania il 12 %. Serve un cambiamento culturale e sistemico. A scuola dobbiamo insegnare che l’ impresa è un atto civico, non solo economico. Creare start-up non è un gioco, ma un modo per risolvere problemi. Poi serve un ecosistema di sostegno reale: incubatori negli ITS e nelle università, accesso semplificato a fondi seed regionali, appalti pubblici“ first customer”, sostegno al rientro dei giovani italiani all’ estero che vogliono fare impresa qui. E soprattutto più donne STEM: borse di studio, mentorship, reti di imprenditrici tecnologiche.”

OGGI DUE DEGLI ARGOMENTI DI ATTUALITÀ E STRATEGICI PER IL FUTURO SONO IL DIGITALE E L’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE. ANCHE IN QUESTO CASO IL DIVARIO DI COMPETENZE IN ITALIA RISPETTO AL RESTO D’ EUROPA È SIGNIFICATIVO. QUALI STRADE SONO DA INTRAPRENDERE PER COLMARE QUESTO GAP?“ Il divario digitale italiano è ancora forte, sia nei cittadini che nelle imprese. L’ AI è la sfida che deciderà chi guiderà e chi seguirà. Dobbiamo agire su tre livelli: 1. Scuola: inserire moduli di AI, coding e cittadinanza digitale in tutti gli indirizzi. 2. Formazione tecnica: ITS e apprendistati di terzo livello dedicati a Data, AI, Cloud, Cybersecurity. 3. Imprese e PA: piani di upskilling e certificazione delle competenze digitali, usando i fondi interprofessionali e il Fondo per la Repubblica Digitale. Non possiamo permetterci che la tecnologia ci cambi più in fretta di quanto noi cambiamo con la tecnologia. L’ 11,2 % non è una statistica: è una chiamata alla responsabilità collettiva. Non basta“ fare più figli”: dobbiamo rigenerare le condizioni perché valga la pena farli, formarli e trattenerli. Confindustria vuole promuovere un patto per il capitale umano:
• demografia sostenibile,
• formazione di qualità,
• innovazione diffusa solo così potremo dire che l’ Italia non è un Paese che invecchia: è un paese che cresce in intelligenza, in responsabilità e in futuro”
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