L’ ORIENTAMENTO OGGI È LA PRIMA GRANDE EMERGENZA EDUCATIVA.
Riccardo Di Stefano
dove le imprese collaborano con centri di ricerca, competence center e incubatori. 3. Fare della formazione un’ infrastruttura di sistema, non un tema settoriale. Perché oggi la competitività del Paese dipende più dal capitale umano che dal capitale finanziario. L’ open innovation è la logica, il metodo, su cui costruire un sistema education equo e meritocratico. Il sistema Confindustria in questo senso ha tantissimo da dare e dire, con modelli di qualità su tutto il territorio, che dobbiamo far diventare modello Paese.”
MENO NASCITE, COSTITUISCE ANCHE UN TEMA ECONOMICO E PRODUTTIVO. VERSO QUALI SCELTE È NECESSARIO ORIENTARSI IN QUESTO NUOVO PANORAMA SOCIALE?“ Un paese che invecchia non è solo un paese più piccolo, è un paese più lento. Il rischio è di entrare in un circolo vizioso: meno giovani uguale meno forza lavoro, uguale meno innovazione, uguale meno crescita, uguale ancora meno natalità. Per spezzare questo ciclo servono politiche pro-crescita integrate:
• Occupazione femminile: la più bassa d’ Europa. Dove lavorano più donne, nascono più bambini.
• Politiche abitative e salariali: il 40 % dei giovani non esce di casa non per scelta, ma per impossibilità.
• Competenze tecniche: oggi mancano oltre 250 mila profili STEM e tecnici, proprio mentre cala la natalità. Ecco perché la demografia è anche una questione di produttività, non solo di welfare.”
IN PARTICOLARE, SU QUALI STRADE DEVE ORIENTARSI L’ INNOVAZIONE TECNOLOGICA VISTO QUESTO CALO DEMOGRAFICO IN ATTO?“ C’ è chi dice che con meno giovani basterà più automazione. Ma la verità è più complessa. L’ Italia deve puntare su tecnologie“ labour-augmenting”, cioè che potenziano il lavoro umano, non lo sostituiscono e Ucimu è in prima linea in questo ambito. Parlo di:
• robotica collaborativa e digital twin nella manifattura,
• intelligenza artificiale come strumento di efficienza nei servizi e nella PA, che va formata per questo.
• tecnologie green e health-tech per una popolazione più anziana. La tecnologia non risolve la crisi demografica, ma può renderla gestibile e produttiva.
• E soprattutto serve formare le persone all’ uso delle tecnologie, non solo importarle. Il vero capitale è la competenza diffusa, non l’ algoritmo.”
L’ ORIENTAMENTO OGGI È LA PRIMA GRANDE EMERGENZA EDUCATIVA.
IL FENOMENO DEL CALO DEMOGRAFICO È MOLTO COMPLESSO E CON MOLTE SFACCETTATURE E COINVOLGE PIÙ AGENZIE( ISTITUZIONI, SCUOLA, PRESE, TERRITORI, ECC.). COME PUÒ A SUO AVVISO ESSERE AFFRONTATO PER DEFINIRE UNA STRADA UTILE PER IL FUTURO DEL PAESE?“ La demografia tocca tutto: scuola, impresa, welfare, sanità, urbanistica. Nessuno può risolverla da solo. Serve una regia multilivello, nazionale e territoriale, pubblico-privata. La mia idea è creare“ alleanze educative territoriali”: cluster in cui scuole, ITS, università, imprese e amministrazioni progettano insieme offerta formativa, laboratori, percorsi di orientamento e di inserimento lavorativo. Dove questo modello è già partito – penso al Veneto, all’ Emilia-Romagna, al Piemonte – i risultati si
88 Dicembre 2025 www. techmec. it