4chiacchiere con ...
IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
di Maria Bonaria Mereu
Concludiamo il 2024 con gli ospiti che nel corso dell ’ anno hanno dato voce alla nostra storica rubrica “ Quattro chiacchiere con …” grazie alle loro testimonianze ed esperienze nei vari ambiti del sapere in cui operano . Vi riproponiamo di seguito una breve panoramica delle loro analisi e riflessioni sullo stato dell ’ economia italiana e internazionale , sul rapido e continuo evolversi delle tecnologie , sul ruolo chiave della formazione nelle scuole e nelle aziende , sulla sostenibilità che è un fattore sempre più determinante nella vita di ciascuno noi . I loro punti di vista possono offrire un valido contributo per capire come affrontare al meglio le sfide del presente ma soprattutto tracciare la strada giusta verso un futuro migliore .
Sinergie e reattività Per colmare il divario tra tecnologie e competenze è necessario creare un legame sempre più sinergico e reattivo tra università e aziende . Come spiega Federico Visconti , Rettore della LIUC - Università Cattaneo : « Probabilmente si tratta della sfida più difficile per le università . Semplificando il concetto , l ’ innovazione tecnologica viaggia a una velocità molto superiore rispetto a quanto i percorsi accademici possono aggiornarsi . Questo perché , oltre a dovere organizzare nuovi corsi , si rende necessaria la formazione dei docenti che terranno questi corsi , e la produzione di testi e materiali vari da potere sfruttare a livello didattico . In aggiunta le tecnologie digitali in particolare si evolvono con una rapidità tale per cui gli stessi docenti rischiano di essere formati su sistemi che diventano superati ancora prima di avviare il percorso formativo per gli studenti . Le università , al di là del fondamentale contributo dell ’ attività di ricerca , hanno quindi poche armi a disposizione per arginare questo fenomeno , e proprio qui entrano in gioco le sinergie con le aziende . Sarebbe utile , infatti , portare le attività delle imprese all ’ interno degli atenei attraverso il potenziamento di aule didattiche strutturate come un reparto di una generica azienda . In questo modo gli studenti potrebbero iniziare a prendere confidenza con le reali tecnologie che costituiscono un sistema produttivo , e non parlo solo di macchine utensili o di automazione ma anche di software e di gestione di un flusso di processo . Un apprendimento “ sul campo ” che si affianca a quello teorico , fatto in un ambiente a loro più familiare come quello accademico prima di fare un secondo step presso una realtà produttiva , che vede gli studenti affiancati da docenti e possibilmente da tecnici che le aziende mettono a disposizione anche solo per poche ore la settimana , ma che utilizzando le nuove tecnologie quotidianamente nella propria attività riescono a formare i giovani in modo più efficace , colmando quel vuoto legato ai tempi necessari agli atenei per formare docenti interni . In un corso così strutturato , il docente fornisce le basi indispensabili per consentire agli studenti di sedimentare quanto appreso nelle attività pratiche con il supporto delle aziende ».
Il valore delle filiere Ammodernare il sistema produttivo con l ’ inserimento di tecnologie innovative è di fondamentale importanza per mantenere alta la competitività di un ’ azienda . Ma è fondamentale che questo processo avvenga in modo periodico , programmato e che coinvolga anche le piccole PMI . « La Transizione 5.0 è oggi un passaggio imprescindibile per le imprese , e quelle maggiormente strutturate sono decisamente avanti nel percorso . Ma il processo è inarrestabile - dichiara Maurizio Marchesini , Vicepresidente di Confindustria con delega alle Filiere e Medie Imprese - Inevitabilmente molte PMI restano indietro perché non hanno le risorse e le competenze necessarie per investire e innovare . Purtroppo il ritardo nella transizione tecnologica , anche di una piccola impresa , incide pesantemente sulla nostra economia . Per questo motivo è doveroso attivare
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