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L’ evento si è aperto con gli interventi di Domenico Appendino, presidente SIRI, Associazione Italiana di Robotica e Automazione
L’ evento ha visto la partecipazione di Davide Della Bella, direttore generale di UCIMU- Sistemi per Produrre sibilità limitata per le PMI, rischi di sicurezza, vulnerabilità informatiche, impatti occupazionali e quadro normativo ancora incompleto. In questo scenario, l’ incontro ha evidenziato la differenza tra robot pensato come sostituto e robot pensato come interlocutore. Una visione interessante, che prova a definire una via europea alla robotica cognitiva, fondata su controllo locale, trasparenza, responsabilità umana e integrazione nei processi reali. Resta però la domanda decisiva: quanto questa impostazione riuscirà a reggere alla prova della scalabilità industriale. Un altro tema rilevante è quello della frontiera dell’ automazione operativa in fabbrica dove la macchina assume una fisionomia simile a quella di uno smartphone, un guscio tecnologico pronto a ospitare diverse configurazioni software a seconda della necessità. Il robot diventa così l’ involucro
fisico capace di eseguire task differenti semplicemente aggiornando le sue funzioni digitali. I relatori, in questo contesto, hanno evidenziato l’ esperienza del Giappone, paese che per primo ha affrontato tecnicamente la costruzione di umanoidi avanzati e che oggi immagina ulteriori visioni future sulla base dello stato dell’ arte di varie discipline scientifiche e della propria tradizione culturale.
La normazione e il confine Qui il quadro si fa meno suggestivo e più duro: fermare in sicurezza una macchina dinamicamente stabile, come un umanoide o un quadrupede, non è affatto banale. Se il robot ha bisogno di controllo attivo per non cadere, anche il concetto di arresto di emergenza cambia significato. È un punto tecnico, ma con conseguenze industriali enormi. Perché senza standard chiari, criteri di conformità coerenti
26 N ° 3- Giugno / Luglio 2026
TecnoLamiera