TecnoLamiera Feb/Mar 26 | Page 15

meno del 2024. Quasi tutti i principali mercati di destinazione tradizionali del made in Italy settoriale hanno avuto il segno meno, a conferma della difficile situazione internazionale. L’ incertezza è stata una costante che ci ha accompagnato per tutto il 2025; secondo l’ elaborazione UCIMU sui dati ISTAT, nel periodo gennaio-settembre 2025( ultimo dato disponibile), i principali mercati di sbocco dell’ offerta italiana di sole macchine utensili sono risultati: Stati Uniti( 423 milioni di euro,-8,1 %), Germania( 196 milioni di euro,-29,7 %); Francia( 145 milioni,-0,5 %), India( 135 milioni-4,2 %), Polonia( 135 milioni, + 13,3 %). Sul fronte interno la ripresa del consumo, cresciuto del 20,5 % a 4.465 milioni, ha trainato la crescita delle consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico che si sono attestate a 2.710 milioni, il 32 % in più rispetto all’ anno precedente. Nonostante gli incrementi di questi due indicatori siano significativi, i risultati sono poco soddisfacenti perché restano ancora molto inferiori ai valori ottenuti negli anni precedenti, i cui indicatori erano però favorevolmente influenzati dagli incentivi legati a Industria 4.0. Il dato di export / produzione è tornato a scendere fermandosi a 57,8 %.
Sarà il mercato interno a contribuire alla crescita Per il 2026, le previsioni elaborate dal Centro Studi UCIMU indicano una crescita, purtroppo ancora moderata, dei principali indicatori economici; nel 2026, la produzione crescerà, attestandosi a 6.590 milioni che si traduce in un + 2,6 % rispetto al 2025. Tale risultato sarà determinato sia dal ritorno in campo positivo delle esportazioni(+ 0,7 %) rispetto al valore del 2025, attestandosi a 3.735 milioni di euro, sia dall’ incremento delle consegne dei costruttori italiani che cresceranno a 2.855 milioni di euro(+ 5,4 % rispetto al 2025), sostenute dall’ aumento della domanda domestica. Il consumo italiano di macchine utensili, robot e automazione crescerà a 4.730 milioni, pari al 5,9 % in più rispetto al 2025. Anche le importazioni potranno giovarsi della ripresa della domanda interna, come dimostra il dato di previsione che indica una crescita, del 6,8 %, a 1.875 milioni di euro. Il dato di export / produzione scenderà ancora, fermandosi a 56,7 %.
Nel 2026, la produzione crescerà, attestandosi a 6.590 milioni che si traduce in un + 2,6 % rispetto al 2025
L’ importanza di un provvedimento pluriennale
« Dopo un 2024 davvero complicato, il 2025 si è confermato l’ anno dell’ inversione di tendenza con il passaggio dal segno meno alla crescita, seppur timidissima, registrata dal dato di produzione. In realtà non ci aspettavamo fosse l’ export a zavorrare il risultato finale come invece è avvenuto », ha commentato Riccardo Rosa, presidente UCIMU che ha poi proseguito: « L’ instabilità geopolitica internazionale, i conflitti aperti in Europa e Medio Oriente, la guerra dei dazi del presidente Trump e il conseguente nuovo( dis) ordine del commercio mondiale hanno messo a dura prova le nostre esportazioni ». « Meglio del previsto è invece andata la performance che i costruttori italiani di macchine utensile hanno raccolto sul mercato interno- prosegue Rosa- dove, però, hanno recuperato solo una piccola porzione del terreno perso nel biennio precedente complici le criticità legate a Transizione 5.0 che, dopo essere partita con imperdonabile ritardo, ha subito diversi aggiustamenti, divenendo facilmente utilizzabile solo negli ultimi mesi di operatività, salvo poi chiudere improvvisamente con più di un mese di anticipo sul termine fissato al 31 dicembre. Nonostante le numerose difficoltà riscontrate- ha continuato il presidente Rosa- i risultati ottenuti hanno però dimostrato l’ utilità del 5.0, oltre ovviamente al 4.0, come misura volta a sostenere gli investimenti in nuove tecnologie di produzione in Italia ».
« L’ auspicio è che i provvedimenti di incentivo previsti dagli organi di governo nella Legge di Bilancio 2026, siano effettivi già da inizio anno, e dunque, completi di decreti attuativi. Noi costruttori italiani di macchine utensili- ha continuato il presidente di UCIMU- chiediamo semplicemente chiarezza e immediatezza. Solo così il provvedimento- che sulla carta, per come lo abbiamo conosciuto, ci sembra complessivamente valido- potrà portare reali benefici al manifatturiero del paese. Detto ciò- ha aggiunto Riccardo Rosa-apprezziamo molto la pluriennalità del provvedimento. Poter disporre di una misura dall’ inizio del 2026 al 2028 è certamente una scelta oculata, in grado di permettere alle aziende clienti di pianificare gli acquisti, e ai costruttori di organizzare la produzione, così da distribuire al meglio il lavoro rispetto alla propria capacità produttiva ».
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