ETA AdP
Di recente si è svolto un percorso formativo dedicato alla piegatura della lamiera presso lo stabilimento di ETA di Canzo, nel cuore della Brianza comasca
ETA utilizza sia macchinari automatizzati- per componenti standardizzati come strutture e pannelli- sia soluzioni manuali, dedicate a lavorazioni più specifiche e customizzate consapevole. Le macchine, oggi sempre più sofisticate, diventano strumenti capaci di valorizzare competenze e attitudine. È proprio nella sinergia tra azienda, agenzia per il lavoro, Fondo Forma. Temp e Accademia della Piegatura che prende forma un futuro concreto per il settore: avvicinare alla pressa piegatrice persone che, altrimenti, non avrebbero mai avuto occasione di scoprirne il potenziale.
La piegatura uno step fondamentale Un ringraziamento speciale va alle persone che in ETA S. p. A. hanno reso possibile questo progetto, in particolare a Serena Pontiggia( Marketing Specialist), Michele Anzani( Plant Manager lavorazioni lamiera) e Silvia Pina( HR Manager). « La fase di piegatura rappresenta uno step fondamentale per la buona riuscita del prodotto finale » spiega Anzani. « Dopo le lavorazioni di taglio e punzonatura, i componenti passano alla piegatura, in cui la lamiera viene deformata in modo controllato per ottenere la geometria tridimensionale prevista dal progetto. Questa lavorazione viene eseguita tramite piegatrici e pannellatrici CNC, che applicano una forza controllata garantendo precisione, ripetibilità e costanza dimensionale anche su produzioni in serie. Durante il processo vengono definiti gli angoli di piega e i componenti iniziano a prendere forma. Gli operatori effettuano controlli ciclici per verificare la conformità alle specifiche tecniche e agli standard qualitativi aziendali. A seconda della tipologia di prodotto, ETA utilizza sia macchinari automatizzati- per componenti standardizzati come strutture e pannelli- sia soluzioni manuali, dedicate a lavorazioni più specifiche e customizzate ».
Le ragioni di una scelta « La decisione di ospitare un’ Academy finanziata da Forma. Temp nasce da un’ esigenza concreta- spiega Silvia Pina- ovvero investire nelle persone per sostenere la crescita aziendale. La
La decisione di ospitare un’ Academy finanziata da Forma. Temp nasce dalla volontà di investire nelle persone per sostenere la crescita aziendale necessità di inserire risorse qualificate, in grado di operare su macchinari sempre più evoluti, è oggi determinante. Organizzare il corso direttamente in azienda ci ha permesso di trasmettere competenze tecniche specifiche e, allo stesso tempo, far conoscere ai partecipanti il nostro ambiente di lavoro, i nostri standard e il nostro approccio operativo. Per noi la formazione rappresenta un canale strategico di selezione: non è solo trasferimento di competenze tecniche, ma un investimento sulla competitività, sulla qualità, sull’ efficienza e sulla sicurezza ».
Competenze tecniche e caratteristiche personali « In un piegatore specializzato cerchiamo, dal punto di vista tecnico, solide basi di disegno meccanico- fondamentali-, l’ utilizzo corretto degli strumenti di misura e la familiarità con macchinari specializzati come le piegatrici CNC. La conoscenza della materia prima rappresenta un ulteriore valore aggiunto » ha spiegato il Plant Manager. « Accanto alle competenze tecniche- prosegue invece la responsabile HR- hanno grande importanza le qualità personali: precisione, attenzione al dettaglio e senso di responsabilità sono indispensabili per garantire elevati standard qualitativi. Cerchiamo, inoltre, persone motivate, disponibili ad apprendere, capaci di lavorare in team e di adattarsi a contesti produttivi dinamici. Un aspetto chiave è infine la flessibilità operativa, in particolare la disponibilità a gestire più impianti, elemento fondamentale per migliorare l’ efficienza e rispondere rapidamente alle esigenze del mercato ».
Le difficoltà a reperire personale specializzato « Oggi il settore è fortemente orientato allo stampaggio della lamiera, mentre lavorazioni più specialistiche come le nostre richiedono livelli di attenzione e competenza più elevati » racconta ancora Anzani. « In una realtà come ETA, caratterizzata da continui investimenti in innovazione di prodotto e processo, risulta difficile reperire personale già formato. Per questo diventa essenziale sviluppare percorsi formativi mirati, costruiti insieme agli operatori, per accompagnarli nella crescita professionale e nello sviluppo dell’ autonomia ». Voglio concludere questo articolo ringraziando particolarmente Francesca Molteni( Professional Senior Consultant), Elisabetta Pozzoni e Lidia Marazzi, che in GiGroup dimostrano una particolare attenzione alla formazione delle loro reclute. Nei prossimi articoli torneremo a parlare di nuove iniziative creando una vera e propria tavola rotonda delle agenzie interinali.
www. techlamiera. it
75