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S TA F F AC C E S S
WHITE EDITION
Hai detto bene, sono impegnato, nel senso che mi
impegno. Ho la fortuna di avere dei bravissimi col-
laboratori e insieme riusciamo a organizzare bene il
lavoro. Ci sono progetti che occupano più tempo, o
momenti in cui devi dedicare più tempo a un proget-
to rispetto che a un altro, ma non mi sento assoluta-
mente una specie di superman. Qualche sacrificio va
fatto, ma se non si semina non si raccoglie...
vo l’ansia perché c’erano un sacco di minorenni e ten-
denzialmente ci scappa sempre qualche svenimento,
cosa che non vivo mai bene.
Ricordo la timidezza di Giorgio Poi e il nostro entu-
siasmo perché il suo album d’esordio lo avevamo già
consumato tantissimo. Poi Davide Caucci (Bomba
Dischi) a fine concerto mi regalò due magliette.
Alla fine del soundcheck di Bugo gli dissi: “Ciao Chri-
stian, siamo felici di averti qui stasera”. Lui mi guar-
dò, mi ringrazio, andò al banchetto del merch, prese
una cartolina con la sua foto, la autografò e me la die-
de. Poi andò a mangiare con il suo manager da qual-
che parte per cena.
Sicuramente però, umanamente parlando, se devo
pensare a chi sono più contento per il percorso che
hanno fatto, sono gli Ex-Otago. Sono stati sempre su-
per carini e delle persone alla mano.
Con loro ricordo che nel pomeriggio venne Jake La
Furia per il soundcheck del brano che avrebbero can-
tato insieme, e già per noi era una cosa super, non si
sapeva ancora del feat nel brano. Ma la cosa davvero
top fu che perse il portafogli durante la sua perma-
nenza, e passammo almeno 30 minuti a cercarlo. Mi
sembra che si trovò alla fine.
– Molti artisti che sono passati in Ohibò hanno
poi iniziato anche a collaborare con Costello’s.
Lo considerate un po’ come un banco di prova?
Forse, visti molti nomi che abbiamo ospitato, dovrei
preoccuparmi di più di quelli che ci sono passati e che
ora non collaborano con Costello’s.
Scherzi a parte, sai che a memoria forse è capito più
spesso il contrario? Siamo davvero fortunati ad avere
assunto questo ruolo su Ohibò e che il Circolo abbia
avuto lo sviluppo che ha dimostrato in questi ultimi
3 anni. Abbiamo l’opportunità di offrire un’ottima
occasione a chi collabora con noi. Quando invece
succede il contrario, che prima suonano e poi colla-
borano, siamo doppiamente contenti. Ci piace creare
connessioni e progettualità che abbiano un punto di
riferimento nell’Ohibò, e siamo solo all’inizio.
– Prima che scoppiasse il casino Covid19, in
Ohibò erano programmati diversi concerti e an-
che Pending Lips. Raccontaci un po’ di questa
iniziativa.
– Molti artisti che si sono esibiti in Ohibò adesso
riempiono palazzetti e sono cresciuti esponen-
zialmente. Quale band o artista sei più contento
di aver fatto suonare su quel palco? Hai qualche
aneddoto divertente che puoi condividere?
Il Pending Lips è un concorso che abbiamo creato
alcuni anni fa, prima ancora che nascesse ufficial-
mente Costello’s. L’intento era quello di rispondere
concretamente alle necessità di chi aveva un proget-
to emergente. Per qualche anno si è svolto al Maglio
(all’interno dell’area Carroponte a Sesto S.G.) poi si è
prima fermato e poi è stato riproposto in chiave acu-
stica al Tambourine di Seregno (sotto la nostra dire-
zione artistica).
Quest’anno avevamo deciso di ripartire con la ma-
nifestazione in Ohibò, tornando a dargli maggiore
centralità e prestigio. Purtroppo siamo stati costretti
a interrompere, ma vogliamo assolutamente ripren-
dere il tutto e chiudere questa edizione al più presto
per assegnare tutti i moltissimi premi che abbiamo
messo in palio.
Cosmo voleva le Kinder Delice in camerino.
Con Calcutta sono andato a prelevare al bancomat di
Piazzale Bonomelli, non ricordo neanche perché gli
servisse del contante, ma col senno di poi potevo pre-
starglieli io che oggi con gli interessi ci volavo.
Con i Thegiornalisti era un susseguirsi di citazioni di
film di Carlo Verdone e simili.
Invece quando abbiamo ospitato per un secret con-
cert a Sesto San Giovanni solo Tommaso Paradiso,
era in fissa che doveva assolutamente trovare delle
pastigliette di erboristeria per la gola, ma di un tipo
specifico. Le abbiamo cercate per un bel po’.
Di Mahmood ricordo la sua incredulità nel vedere la
gente cantare i suoi pezzi al suo primo vero concerto
su Milano (7 giorni prima di vincere Sanremo).
Con i Pinguini Tattici Nucleari ricordo solo che ave-
TBA
– Seguendo sia un locale che un’etichetta, quali
sono i problemi che state affrontando in questo
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