TBA The White Edition - Issue #03 | Page 46

3 S TA F F AC C E S S WHITE EDITION cio stampa e label e oggi anche management ed edi- toria musicale, oltre a direzione artistica dell’Ohibò. I nostri punti di forza sono da sempre l’etica e la lealtà con cui interpretiamo il lavoro, un grande impegno, tanta passione, una costante voglia di imparare e cre- scere e la giusta attenzione a ciò che succede all’in- terno del panorama, alle tendenze, all’estetica. – Usa tre parole per descrivere Costello’s. Pronta, infaticabile, competente. – A proposito di Costello’s, quando è nata e come mai? Secondo te quali sono i punti di forza? Ho aperto ufficialmente la partita IVA il 14 febbraio 2012, data che ho scelto accuratamente essendo io un romanticone emotivo. È stato un lento ma intenso percorso di consapevolezza, partito a 19 anni, quando ho iniziato a studiare da autodidatta la chitarra. Dopo qualche mese ho iniziato con i primi concertini. Poi, facendo fatica a trovare delle date in cui esibirci con la mia band, ho iniziato a imbastire delle serate con più gruppi della zona e proporci ai vari locali e circo- li dell’hinterland. A un certo punto mi sono accorto che ciò mi veniva meglio rispetto a suonare la chitar- ra... Da lì, un pezzo alla volta, è nata Costello’s. Prima eventini, poi booking e promozione, in seguito uffi- – Quali sono state le tappe fondamentali nella storia dell’etichetta? Più che di tappe fondamentali, parlerei di percorso in generale. Vogliamo crescere costantemente. Cer- chiamo di farlo grazie a ciò che impariamo quotidia- namente, alle persone che fanno parte della nostra realtà e alle loro competenze, e alla credibilità che ci stiamo costruendo nel tempo, sicuramente fonda- mentale in questo lavoro. Se devo pensare a un momento che potrebbe essere il più significativo però, probabilmente sarebbe l’in- tero percorso tracciato con ELASI, il primo progetto che siamo riusciti a seguire e sviluppare da zero con la nostra visione, con la possibilità di avere delle risorse a disposizione per poterlo fare e con le persone giuste per ciascun ruolo necessario a farlo funzionare. Non a caso, proprio con lei, in poco tempo abbiamo rag- giunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. – Su che criterio decidete con chi collaborare? Devono necessariamente accostarsi a un genere o avete altri criteri da seguire? Non c’è assolutamente un unico genere o filone di ri- ferimento. Musicalmente parlando cerchiamo di va- lutare la qualità e la contemporaneità della proposta. Sicuramente ci interessano molto anche l’attitudine, l’identità e la cifra stilistica di un progetto. Però non è detto che un artista arrivi da noi con le idee chiare su tutto. A volte percepiamo il talento anche quando è nascosto, e cerchiamo di lavorarci come si fa con una pietra preziosa grezza. Altre volte invece i progetti arrivano a noi con maggior consapevolezza, e ci de- dichiamo maggiormente allo sviluppo di strategie di collaborazione o di affinare un po’ le cose. – Sei impegnato a 360 gradi nell’ambito musica- le infatti oltre ad avere in mano la direzione arti- stica dell’Ohibò a Milano, hai anche una tua eti- chetta discografica. Come riesci a seguire tutto? TBA | 46