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S TA F F AC C E S S
WHITE EDITION
cio stampa e label e oggi anche management ed edi-
toria musicale, oltre a direzione artistica dell’Ohibò.
I nostri punti di forza sono da sempre l’etica e la lealtà
con cui interpretiamo il lavoro, un grande impegno,
tanta passione, una costante voglia di imparare e cre-
scere e la giusta attenzione a ciò che succede all’in-
terno del panorama, alle tendenze, all’estetica.
– Usa tre parole per descrivere Costello’s.
Pronta, infaticabile, competente.
– A proposito di Costello’s, quando è nata e
come mai? Secondo te quali sono i punti di forza?
Ho aperto ufficialmente la partita IVA il 14 febbraio
2012, data che ho scelto accuratamente essendo io un
romanticone emotivo. È stato un lento ma intenso
percorso di consapevolezza, partito a 19 anni, quando
ho iniziato a studiare da autodidatta la chitarra. Dopo
qualche mese ho iniziato con i primi concertini. Poi,
facendo fatica a trovare delle date in cui esibirci con
la mia band, ho iniziato a imbastire delle serate con
più gruppi della zona e proporci ai vari locali e circo-
li dell’hinterland. A un certo punto mi sono accorto
che ciò mi veniva meglio rispetto a suonare la chitar-
ra... Da lì, un pezzo alla volta, è nata Costello’s. Prima
eventini, poi booking e promozione, in seguito uffi-
– Quali sono state le tappe fondamentali nella
storia dell’etichetta?
Più che di tappe fondamentali, parlerei di percorso
in generale. Vogliamo crescere costantemente. Cer-
chiamo di farlo grazie a ciò che impariamo quotidia-
namente, alle persone che fanno parte della nostra
realtà e alle loro competenze, e alla credibilità che ci
stiamo costruendo nel tempo, sicuramente fonda-
mentale in questo lavoro.
Se devo pensare a un momento che potrebbe essere
il più significativo però, probabilmente sarebbe l’in-
tero percorso tracciato con ELASI, il primo progetto
che siamo riusciti a seguire e sviluppare da zero con la
nostra visione, con la possibilità di avere delle risorse
a disposizione per poterlo fare e con le persone giuste
per ciascun ruolo necessario a farlo funzionare. Non
a caso, proprio con lei, in poco tempo abbiamo rag-
giunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati.
– Su che criterio decidete con chi collaborare?
Devono necessariamente accostarsi a un genere
o avete altri criteri da seguire?
Non c’è assolutamente un unico genere o filone di ri-
ferimento. Musicalmente parlando cerchiamo di va-
lutare la qualità e la contemporaneità della proposta.
Sicuramente ci interessano molto anche l’attitudine,
l’identità e la cifra stilistica di un progetto. Però non è
detto che un artista arrivi da noi con le idee chiare su
tutto. A volte percepiamo il talento anche quando è
nascosto, e cerchiamo di lavorarci come si fa con una
pietra preziosa grezza. Altre volte invece i progetti
arrivano a noi con maggior consapevolezza, e ci de-
dichiamo maggiormente allo sviluppo di strategie di
collaborazione o di affinare un po’ le cose.
– Sei impegnato a 360 gradi nell’ambito musica-
le infatti oltre ad avere in mano la direzione arti-
stica dell’Ohibò a Milano, hai anche una tua eti-
chetta discografica. Come riesci a seguire tutto?
TBA
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