rebbe meno coerente trattarne dopo la Basilica con la Vergine Dormiente, l’ Assunzione e l’ Incoronazione in cieli, sia come alterata successione dei misteri, sia per la sua ubicazione diametralmente opposta alla zona del“ Super Parietem”.
Oggi poi, più che un tempo, scomparsi i tanti“ luoghi deputati” delle origini, che erano collocati nella parte occidentale del Monte, dal Noli me tangere, presso il Santo Sepolcro, ai due sepolcri di Gioacchino ed Anna, non vi rimangono che la cappella con il letto di S. Carlo, sotto il portichetto del Sepolcro e la Fontana del Cristo Risorto, ad esse si aggiunge, si accosta, questa piccola cappella del Sepolcro della Madonna, o Dormitio Virginis, su cui soffermarsi, quasi come legame, da una parte con la Fontana della Resurrezione di Cristo, e dall’ altra con lo scurolo della Vergine Dormiente, in Basilica, prima della sua glorificazione in cielo.
Il complesso pittorico
Constatata e confermata la perfetta rispondenza del sacello varallese con quello di Terra Santa e riconosciuto anche l’ originario, puntuale rapporto topografico con la situazione della Valle del Cedron a Gerusalemme, l’ interesse, l’ attenzione per la cappella della Dormitio Virginis in quest’ ultimo cinquantennio, si sono rivolti in particolare al complesso pittorico.
Esso risulta oggi il più antico in assoluto di tutto il Sacro Monte che sia giunto fino a noi, essendo andato distrutto nel tardo cinquecento quello della scomparsa cappella dell’ Ascensione, già esistente nel 1493. La sua importanza si rivela quindi eccezionale per il vandalismo di tanti visitatori, è quasi illeggibile e non venne mai preso in considerazione fino a pochi decenni or sono, quando vi si dedicò con particolare passione ed amore Alberto Bossi, riuscendo ancora a decifrare in extremis gli affreschi.
Essi si trovano oggi solo su due delle quattro pareti: quella di facciata, rivolta all’ incirca verso sud, e quelli della parete est, pressoché resi invisibili dal muraglione della strada che porta alla stazione superiore della teleferica. Ma in origine dovevano trovarsi anche sulla parete rivolta verso la valle del Mastallone, in cui si trova una delle due aperture che immettono nell’ interno.
Sul lato che guarda pressappoco a mezzogiorno la decorazione pittorica a motivi architettonici è ridotta alla zona superiore della parete con i resti di due lesene corinzie scanalate all’ estremità ad incorniciare il tutto ed una suddivisione interna orizzontale a tre riquadri, di cui i due primi ad iniziare da sinistra, contengono al centro un disco, o motivo circolare, su un fondo finto marmo, analogo a quello che compare sui pilastri di base della parete gau-
708 Sepolcro della Madonna