nel 1617. E se si vuol essere ancor più puntuali, a rischio di passare per pedanti,
ad iniziare dalla metà del 17 con la statua di Pilato, quella cioè del protagonista
della scena (per questo modellata per prima) fino alla seconda metà del 18 circa
per tutti gli altri personaggi, per passare successivamente alla modellazione delle
figure per la Guarigione del paralitico.
Ma come mai tra l’edificazione dell’aula per contenere il mistero della Lavatione delle mani e la realizzazione delle statue è intercorso un così ampio lasso di
tempo?
Bisogna considerare innanzitutto che Giovanni d’Enrico proprio negli anni
tra il 1610 ed il 17 è impegnato, sempre sul Sacro Monte, in molteplici altre
imprese di particolare responsabilità. Praticamente è il grande esecutore di tutto
l’avanzamento del programma voluto dal vescovo Bascapè ed accolto dal suo
successore, cardinal Taverna. È il vero, formidabile regista del gran teatro montano. Dipende da lui la prosecuzione delle imponenti opere architettoniche,
non solo del Palazzo di Pilato, ma anche della stesura nel 1614 di tutto il nuovo
progetto generale del Sacro Monte con l’edificio dell’attuale Basilica, aiutato da
Bartolomeo Ravelli. Su lui poi grava l’ideazione e la realizzazione in toto delle
parti figurative in plastica. E nel Palazzo di Pilato, appena eretto, erano, come
si è ricordato, molti i vani che attendevano di essere popolati dai vari gruppi
statuari. Solo i cicli ad affresco sono demandati ad altri maestri: essenzialmente Morazzone, Tanzio, Rocca ed il fratello Melchiorre d’Enrico, ma sempre in
stretto accordo con lui.
Come si è visto trattando singolarmente delle varie cappelle già descritte del
Palazzo, fino a quella dell’Ecce Homo, il d’Enrico non ha avuto un momento di
sosta, il suo lavoro creativo è stato continuo, con un ritmo incalzante, sebbene
coadiuvato dal più giovane fratello Melchiorre e dal garzone, poi aiutante di
bottega, Giacomo Ferro.
L’ordine di successione delle opere scultoree realizzate nell’arco di quegli
anni 1610-18, che mi è stato possibile ricost