Cappella 33
Ecce Homo
Iscrizione:
“Lo abbiamo veduto e non aveva bellezza e non abbiamo sentito desiderio di
amarlo, così disprezzato ed ultimo degli uomini, uomo di dolore che conosce la
propria sofferenza
(Isaia, 53,2-3).
Uscì quindi di nuovo fuori Pilato e disse loro: Ecco ve lo conduco fuori, perché comprendiate che non trovo alcuna colpa in lui… E disse loro: Ecco l’uomo.
(Giovanni 19, 4-5)”.
Conosciamo la cappella 33
Pilato fa un ultimo tentativo per salvare Gesù, innocente. Lo presenta al popolo,
ridotto ad una piaga dalla flagellazione e dalla flagellazione e dalla coronazione di spine. Ma dalla folla aizzata si alza il grido: ‘ crocifiggilo, crocifiggilo’.
Costruita verso il 1605.
Statue di Giovanni d’ Enrico.
Affreschi Pier Francesco Mazzucchelli detto ‘il Morazzone’(1678-79).
Ecce Homo
In via di compimento nel 1603, l’ambiente venne impostato scenicamente
da Giovanni D’Enrico che ebbe la geniale intuizione di giocare il dinamismo
della scena su due differenti livelli. Realizzando infatti la balconata sulla parete
frontale, poté creare all’interno dell’ambiente uno spazio maggiore per gli altri
personaggi.
Dall’alto della loggia, decorata in fronte con pannelli di legno di noce lavorati
a finto marmo da Gaudenzio e Bartolomeo Ravelli nel 1621, Pilato indica Gesù,
che viene presentato alla folla da due sgherri dal volto feroce.
La statua di Gesù costituisce il punto focale di tutto l’insieme compositivo,
verso cui tutto e tutti convergono.
In basso sta il popolo, descritto in realistiche statue , sempre opera di Giovan381