pittore, si direbbe sui venticinque-trent’anni, età che perfettamente si adatta a
quella del Grandi, nato verso il 1638, e non certo al d’Enrico, che all’epoca del
suo impegno per la cappella ne aveva settantotto, né al Ferro che doveva aver
superato la cinquantina. Né il Gianoli avrebbe potuto ritrarre dal vivo i due maestri, ormai defunti (il d’Enrico da molto tempo) quando dipingeva la cappella.
Per cui tutto porta a negare che l’uomo raffigurato dal Gianoli sul lato di destra
di fianco alla grata possa esser l