Ci si trova di fronte però, come ben noto, alla seconda redazione della cappella. Basterà riassumere qui i dati essenziali. Nel primo Pretorio, o Palazzo di
Pilato, eretto attorno al 1545-50 nella zona Nord del Sacro Monte, presso la
porticina secondaria d’ingresso, che si apre proprio nel punto in cui l’antica
strada pedonale che sale da Varallo, raggiunge il “super parietem”, trovavano
posto al piano terreno le due stazioni della Flagellazione e della Coronazione di
spine.
L’edificio, che la guida del 1566 dice non “ancor perfetto”, rimase tale per
tutto il secolo ed oltre, perché tanto l’Alessi alla fine degli anni Sessanta nel
“Libro dei Misteri”, che il vescovo Bascapè nelle sue numerose visite tra Cinque
e Seicento, progettarono nuovi ordinamenti e nuove soluzioni urbanistiche per
quasi tutti i misteri riguardanti la Passione del Signore.
Le due scene di Gesù flagellato e di Gesù coronato di spine, realizzate attorno
al 1550, appena eretto l’edificio, sono già dettagliatamente descritte nella guida
del 1566, e senza alcuna variante saranno in seguito ricordate ed illustrate in
tutte le successive guide del secolo XVI.
La Flagellazione occupava il vano di sinistra, cioè quello verso occidente, e
conteneva, come ritengo di aver dimostrato, tre statue lignee soltanto e non cinque, come si credeva da alcuni studiosi (il Cristo alla colonna ed uno sgherro per
parte). Su due pareti poi si stendevano gli affreschi del Lanino. Una puntuale raffigurazione di come si presentava la scena ci viene data dalla xilografia di
Giovacchimo Teodorico Coriolano nella guida del 1611, replicata poi in molte
guide successive. Gli affreschi, da tutti ormai riconosciuti come opera del Lanino, rappresentavano su una parete Gesù trascinato dagli sgherri davanti a Pilato
e Pilato che pronunzia la sentenza; sull’altra vi erano “colossali figure con flagelli
nelle mani”, come ricorda l’Arienta alla fine del secolo scorso”.
Così si presentava la cappella fino a quando traslocò nella nuova sede, quella
attuale. Intanto nei vari progetti di ristrutturazione generale dei misteri dolorosi, quello della Flagellazione, come del resto molti altri, veniva ipoteticamente
spostato or qua or là, come si è visto illustrando le intricate vicende del Palazzo
o Pretorio di Pilato. Nella “disposizione” dei fabbriceri del Sacro Monte, datata
29 novembre 1602, per l’esecuzione degli ordini vescovili dati il 21 novembre
precedente dal Bascapè, si stabilisce tra l’altro di raffigurare la Prima presentazione a Pilato e quella ad Erode, “Puoi un’altra volta si ritorni al medesimo luogo de Pilato, quale però si descenda et si mostri come il Salvatore fu condannato
a paragone di Barabba. Quivi presso si collochi nel miglior modo che si può
conforme al sito la flagellazione”.
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