collocazione attuale, collocazione dunque originaria.
L’aula, rettangolare, sviluppata in profondità, venne dunque costruita, come
tutto porta a conchiudere, tra il 1605 ed il 7, ma la realizzazione della scena figurata ritardò molto a venir compiuta.
Tutti gli altri misteri del Palazzo di Pilato ebbero la precedenza rispetto a
questa cappella.
Forse una ragione può esser data dal fatto che costituiva un episodio meno
importante rispetto agli altri (Flagellazione, Coronazione di spine, Ecce Homo,
Pilato si lava le mani, e Condanna), fondamentali nella Passione di Gesù.
Nello stesso tempo si trattava di un episodio assai più impegnativo di quello
della Salita al pretorio, realizzabile in una struttura architettonica modesta, riutilizzando in parte statue preesistenti di altissimo livello.
Ma un’altra ragione, oltre a quelle economiche sempre da tener presenti, può
anche dipendere dal fatto che la cappella in origine non risultava protetta dalle
intemperie, affacciandosi direttamente sulla piazza (caso pressoché unico con
quello della cappella del Primo sogno di S. Giuseppe).
Per cui penso che prima di collocarvi le statue si sia dovuto provvedere ad
erigere l’attuale porticato a tre arcate che già compare nella xilografia di metà
Seicento, ristampata poi nel Settecento a Varallo dal Gilardone, e poi anche nelle due vedute del 1671 e del volume del Fassola.
Ne deducevo due anni or sono che il porticato dovette venir costruito tra gli
anni Trenta ed i Cinquanta.
Ora, se risponde a verità questa mia nuova osservazione, si potrebbe restringere il tempo tra il 1630 ed il 35 circa, considerando che le statue vennero modellate da Giovanni d’Enrico appunto attorno al 1635.
Gli affreschi
Compiuta la parte scultorea attorno al 1629-30, o al 32-33, come si è detto
nella precedente puntata, si dovette attendere più di quarant’anni perchè la cappella venisse completata con il ciclo pittorico.
Scrisse nel 1672 il Fassola, quando i dipinti ancora mancavano: «La Storia
sopra il muro s’è incominciata più volte da molti Pittori, ma l’essere questi inferiori di gran lunga del pennello virtuoso del Morazzoni e del Tanzio, per accompagnare la Maestà di questi singolari Misteri del palazzo di Pilato si va differendo il tempo fino ad occasioni opportune. Da molti divoti, e particolarmente
dal Dottor Moresini, mentre era Sindicatore di Valsesia è stata promessa una
mano d’un Virtuoso per dipingerla tutta l’anno passato 1669, che à quest’hora
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Cappella - 29