rale del Palazzo di Pilato, sia descrivendo la prima delle due presentazioni allo
stesso Pilato.
Come si è visto, l’intenzione di comprendere tra gli episodi della Passione da
raffigurare nelle varie cappelle o stazioni, anche quella di Gesù davanti a Pilato
compare piuttosto tardi nel piano progettuale della Nuova Gerusalemme varallese, e precisamente solo con l’episcopato di monsignor Carlo Bascapè. Egli nella sua prima visita al Sacro Monte, avvenuta il 24 settembre 1593, stabilisce di
rappresentare dopo la Cattura “Dominus ante Caipham in concilio seniorum,
tiagellatus, illusus, Pilato et Herodi oblatus et ostensus i Pilato...”, come si legge
nel verbale della stessa
Si tratta di un’indicazione ancora assai sommaria. Lo stesso ordine viene rinnovato nella successiva venuta del Bascapè sul Monte del 25 settembre 1594.
Ma solo nella visita del 3ottobre 1599 il Vescovo dà al pittore Domenico Alfano
di Perugia, operante sulla Nuova Gerusalemme, l’incarico di stendere il disegno
delle varie stazioni, secondo l’ordine da lui stabilito.
Nello stesso anno l’episodio della Presentazione a Pilato si trova per la prima
volta citato nella guida del Sacro Monte allora edita. In essa, nella parte introduttiva scritta in prosa, nel capitolo sull’Ordine et sommario di tutte le chiese, e
Misterii del Sacro Monte di Varale, dopo la Cattura, segue l’espressione: «Come
N. S. fu condotto ad Anna, Caifa, Pilato e Herode: questi si faranno».
Come si vede, però, tanto nella relazione della visita vescovile, quanto nella
guida si parla genericamente di Presentazion