Per il Sacro Monte era ormai una lunga tradizione che risaliva agli affreschi
della Strage degli innocenti, ma che si può anticipare alla Resurrezione di Lazzaro, di dilatare illusoriamente e scenograficamente gli spazi dei vari misteri avvenuti non all’aria aperta, inventando sontuosi fondali architettonici con arcate,
colonnati, portici, fughe prospettiche di logge. A tale consuetudine di sicuro
effetto si erano rifatti con esiti validissimi sia il Tanzio che il Morazzone, ed
in tono leggermente minore lo stesso Rocca nelle due cappelle da lui in precedenza dipinte. Anche per la vasta aula del Tribunale di Caifa egli adotta la
stessa soluzione rifacendosi in parte alle architetture dipinte dal suo maestro,
il Morazzone, nell’Ecce Homo, accentuandone la fastosità seicentesca/facendo
illusoriamente aggettare g