E come falsamente fu accusato
D’haver comesso error il Redentore:
E come fu schernito, e mal trattato,
Con horrende percosse, e con dolore,
Sarà in un loco con bell’arte impresso,
Ch’è cominciato a edificarsi appresso».
Identico è il testo della guida del 1585. Ma forse si erano un po’ anticipati i
tempi con eccessivo entusiasmo, perché le successive guide del 1589 e del 1599
nella parte introduttiva in prosa citano cumulativamente le stazioni dei vari
tribunali ancora da erigere «Come N.S. fu condotto ad Anna, Caifa, Pilato e
Herode, questi si faranno»; e nella descrizione in versi il testo passa immediatamente dalla Presa (ossia la Cattura) al Palazzo di Pilato, senza citare i tribunali
di Anna, Caifa ed Erode.
Né cambia la situazione nei primi tempi del vescovo Bascapè, che nella sua
visita iniziale al Sacro Monte il 24 settembre 1593 si limita a constatare che
alla Cattura segue «Misterium nullum passionisi In quella successiva di solo un
anno dopo (25 settenbre 1594) elenca varie «Cappelle con dei misteri che mancano della Passione, come a dire del Signore presentato ad Anna, condannato et
illuso; della presentatione a Pilato e ad Erode, della Flagellatione ...». Come si
vede non si accenna ancora alla Presentazione a Caifa. Solo otto anni dopo, nella
visita del 4 ottobre 1602, non essendosi ancora provveduto all’erezione delle
cappelle previste, il Bascapè stabilisce che dopo la Presa (da erigere nel luogo in
cui poi troverà la sua definitiva sistemazione) «segua la Presentatione a Caifas
scostandosi a man dritta, lasciando quella d’Anna ...».
Tuttavia in un abbozzo di planimetria della Piazza Maggiore, forse steso da
Giovanni d’Enrico subito dopo la visita vescovile del 1603 (conservato nell’Archivio d’Adda di Varallo, presso il locale Archivio di Stato) si indica il Palazzo
di Pilato, ma non vi è ancora alcun cenno riguardo a quello di Caifa.
Intanto però nella veduta di Varallo e del Sacro Monte xilografata da Gioachino Teodorico Coriolano nel 1606 (Pallanza, Museo del Paesaggio) e nella
sua ristampa del 1621, al numero 27 compare la didascalia “Palazzo di Caifas si
farà”; e la cappella viene raffigurata nell’area dell’attuale Piazza dei Tribunali
in un edificio posto a nord di quello destinato alla Presentazione ad Anna. E la
guida del 1613, dotata delle xilografie dello stesso Coriolano per illustrare ogni
mistero, già rappresenta allo stesso numero 27 Gesù in casa di Caifas, ovviamente secondo la fantasia dell’autore.
284
Cappella - 25