Storia del Sacro Monte di Varallo | Page 260

poli suoi». Così pure nel commento che ne illustra il progetto si dice esplicitamente che nella cappella ove è raffigurato l’Annunzio a Maria della sua prossima fine si dovrà rappresentare l’Apparizione di Gesù agli Apostoli. Il tempietto a pianta quadrata col lato anteriore aperto, rivolto verso levante, è poi ancora riconoscibile nelle due planimetrie della Raccolta Ferrari dell’Ambrosiana (1576-80 circa). In quella generale risulta conglobato entro una progettata più vasta cappella ottagonale da dedicarsi, come già proposto dall’Alessi, all’Apparizione di Gesù a tutti i Discepoli; in quella successiva, riguardante solo l’area centrale del Monte, appare affiancato verso nord da una più grande costruzione rettangolare che reca erroneamente il numero d’ordine 32, pure riferito alla cappella del Calvario, per cui resta impossibile indicare quale dovesse essere il soggetto, anche se è molto probabile dovesse sempre trattarsi di quello dell’Apparizione ai Discepoli. Dunque verso il 1568, epoca di stesura del progetto alessiano, era a tutti ben noto il mistero raffigurato nella piccola cappella posta “tramonte Galilea ed Oliveta”. Le guide poi del 1566 e 70 riportano nella parte introduttiva, tra le opere assegnate a Gaudenzio «la noncitatione della morte della Madonna di rilievo», e nella descrizione in versi si esprimono così: «È un altro loco ad altra man passato Dove dal sacrosanto Eterno Padre Dal ciel vedrai un’angelo mandato Alla vergine santa, sposa e madre, Come chi gli nonciò ch’a miglior stato Dovea passar fra le divine squadre: Et è si bello il loco, e così eletta Che mostra il fattor suo bon architetto». Le successive guide del 1583, 85, 89 e 99 presentano poche varianti per quanto riguarda la descrizione della scena, ma alla fine così chiudono: «Ma sarà in breve questo santo effetto Mutato in altro, a questo loco eletto». Ed è probabile che si riferissero anch’esse alla proposta di sostituirvi l’Apparizione di Gesù ai Discepoli. Stupisce quindi molto che il Bascapè ed i suoi accompagnatori nel 1593 abbiano creduto che la scena rappresentasse S. Giovanni che annunzia alla Vergine la cattura di Gesù, anche se con l’attenuazione “ut putatur”, invece dell’Annun260 Cappella - 23