Storia del Sacro Monte di Varallo | Page 253

mai verificato un rifacimento a così breve distanza. Per lo spirito di economia che ha sempre contraddistinto le vicende del Sacro Monte un fatto simile avrebbe rasentato l’assurdo e costituito uno spreco ingiustificato di capitali. Ed appunto un venticinquennio dopo, ve rso il 1538-40 si verifica una circostanza nuova e determinante per la Cattura, che dà origine al secondo capitolo della sua storia. Infatti il marchese del Vasto, Don Alfonso d’Avalos, Governatore di Milano dalla fine del 1536 alla morte, avvenuta nel marzo del ‘46, si era recato al Sacro Monte, come ricorda il Fassola nella sua storia della Valsesia, riferendo l’avvenimento al 1539. Ma da una lettera del prete Bartolomeo Carerà inviata da Milano il 21 marzo 1538 a Margherita Borromeo Medici, futura madre di S. Carlo, che la informa di una imminente visita del marchese del Vasto e della sua consorte ad Arona, si viene a sapere pure che: «qua si dice di certo che hanno da venir al Sepulchro de Varalle et al Monte» (cioè al santuario del Monte sopra Varese); per cui si può dedurre che la visita sia avvenuta non nel 39, ma nell’aprile del 38. Il proemio della guida del Sesalli del 1566 e della edizione del 1570 ci fa poi sapere che tra i benefattori del sacro Monte «c’hanno sovenuto per l’edificatio di una Chiesa intiera» (cioè di una intera cappella) vi furono “Francesco secondo Duca di Milano, il Marchese del Vasto, il S. Francesco d’Adda e il S. Cesare da Napoli et alcuni altri”. Dunque il marchese del Vasto provvide nel suo pellegrinaggio al Sacro Monte all’erezione di una cappella. Ed ecco che la guida del Ravelli del 1589 ci dice a proposito della cappella della Cattura, che “ha fatto abondante elemosina L’Ili. Sig. Marchese del Guasto”, ossia del Vasto. Si deve dunque conchiudere che verso il 1538 non si era ancora giunti a dare compimento alla raffigurazione del mistero, per cui la situazione non doveva esser molto mutata rispetto a quella del 1514, salvo la tinteggiatura di scuro del vano ed il presumibile affresco di fondo. Si rimaneva perciò ancora in attesa di una soluzione definitiva. È infatti evidente che ritenuto troppo angusto lo spazio riservato alla Cattura nella “chiesa negra” si pensasse di sostituirlo con un nuovo edificio più ampio ed in una posizione più centrale e più vicina alla Cena ed all’Agonia nell’orto. Ora, il marchese del Vasto nella sua visita dovette notare la situazione della cappelle non completata e con la sua munifica elargizione provvide perché si provvedesse in modo definitivo. Ed è da pensare che la realizzazione si attuasse negli anni 253