Cappella 20
L’ultima cena
Iscrizione:
” La sapienza ha immolato le sue vittime, ha miscelato il vino ed ha imbandito
la sua mensa (Proverbi 9,1-2).”
Quando fu l’ora, Egli si mise a tavola ed i dodici Apostoli con Lui, ed Egli disse
loro: Ho ardentemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima del
mio patire (Luca 22, 14-15 ).”
Conosciamo la cappella 20
È la vigilia della dolorosa Passione: il Giovedì Santo. Terminato il rito della
Pasqua ebraica, in cui si mangia l’agnello con le erbe amare e si cantano i salmi,
Gesù istituisce l’Eucarestia e il Sacerdozio.
La cappella esisteva già ai tempi di fra Bernardino Caimi (sec.
XV) ed è stata trasferita nel palazzo attuale nel sec. XVIII.
Statue di ignoto(fine sec. XV).
Affreschi e decorazioni di Antonio Orgiazzi(1780).
Sulla parete di sinistra è raffigurata la lavanda di piedi. Venne realizzata, con
la costruzione del portico nel 1776 per ospitare l’antico gruppo ligneo. In origine la cappella della Cena con le sue sculture sorgeva alle spalle della chiesa
vecchia (oggi albergo del pellegrino).
Le 16 statue, manichini di legno rivestiti di tele gessate e dipinte, sono tra le
più antiche del monte, opera di ignoto autore.
Di straordinaria ricchezza la tavola imbandita, con pezzi in terracotta, terracruda, legno, marmo, cera soffiata, carta pesta eseguiti tra il 1500 e il 1800. Giovanni Antonio Orgiazzi nel 1778 dipinse, in elegante stile rococò la decorazione
pittorica.
L’originaria sede dell’Ultima Cena non era quella attuale sotto il portico di
Casa Parrella sulla Piazza Maggiore, ma nell’antico edificio, ora più noto col
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