alessiano. Così pure qualche somiglianza si può notare nella figura di Lazzaro
uscito dal sepolcro e seduto sul lato sinistro. Ma mentre nel bozzetto l’atmosfera risulta estremamente austera e spoglia, come si addice ad un sepolcro, e
Lazzaro sorge più realisticamente da una fossa scavata nel centro del pavimento,
nella realizzazione della cappella tutto acquista un anacronistico tono aulico e
spettacolare, lontanissimo dalla realtà del fatto, trasformando l’ambiente in un
fastoso salone nel cui bel mezzo, come elemento centrale, è collocato un sarcofago scoperchiato dal quale esce il resuscitato amico di Gesù.
Le altre figure si dispongono tutt’attorno nel vano con efficace effetto non
privo di spontaneità e naturalezza, per quanto al Bordiga siano sembrate «alquanto indifferenti alla vista del miracolo», pur riconoscendo che «non mancano di qualche pregio».
Più drastico il Butler le giudica «di poco o nessun pregio». Ma il Butler ha
il merito di aver notato per primo che la maggior parte delle statue è di stucco e
solo due sono di terracotta. Egli veramente (ma può essere un errore di stampa)
parla di quattordici statue in stucco, più le due in terracotta, per cui dovrebbero
essere sedici in tutto. In realtà come hanno sempre scritto i compilatori delle
guide del Settecento e del primo Ottocento, le statue erano e sono tuttora solo
dodici; quindi dieci in stucco e due in terracotta. Ma purtroppo la svista del Butler, come spesso avviene, ha indotto in errore vari altri successivi compilatori di
guide che hanno riportato il numero complessivo di sedici statue.
Come mai però non tutte furono eseguite con identico materiale? Dalla relazione della prima visita sul Monte del vescovo Bascapè, avvenuta come noto,
nel settembre 1593, risulta che le figure vennero giudicate troppo poche, poiché si dice: «imagines desiderantur plures» e si sarebbe pure auspicato che si
stupissero maggiormente nell’assistere al miracolo «et miraculi spectandi quod
stupeant magis cupide», come poi osserverà anche il Bordiga. Se difficile, per
non dire impossibile, era render più meravigliate le espressioni delle statue già
eseguite, era però facile invece poterne aggiungere qualcuna per ubbidire ai desideri del Vescovo ed animare maggiormente la scena. Resta cosi chiarito che
le figure originarie erano dieci, ossia quelle in stucco, e che le due in terracotta
vennero aggiunte poco dopo il 1593, forse già nel 94, quando ormai era tramontato il periodo della scultura in stucco, Esse sono quella vicino alla vetrata ed
il piccolo personaggio con espressione vivace e la bocca semiaperta, entrambe
sulla sinistra. Il Butler suppone che non siano state eseguite appositamente, ma
che provengano da qualche cappella abbandonata; manca tuttavia qualsiasi elemento per poter sostenere una tale ipotesi. Recentemente poi si è scritto, non
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Cappella - 18