ro, del resto non ritrovata neppure dal Galloni, che invece ho avuto la fortuna
di poter riconoscere alcuni anni or sono.
Ma basta leggere il «Libro dei Misteri» nel testo introduttivo per venire a
sapere che l’attuale Tentazione corrisponde ad «una Chiesa che oggi si dice la
Chiesa negra; dove è hora il Mistero di Gesù che porta la croce», e nella didascalia nel foglio con la pianta dell’attuale Tentazione si legge pure «la presente
pianta è già fatta in opera nella chiesetta dove hora il mistero di Gesù che porta
la croce...»; la stessa cosa noterà anche nella sua prima visita il vescovo Bascapè
per la scena che si incontrava per prima giungendo dalla cappella del Battesimo.
Dunque uno dei due episodi rappresentava Gesù che porta la croce, un mistero cioè situato in una posizione che non ha nulla a che vedere con la topografia
dei Luoghi Santi e che ci viene quindi a confemare che la sua ideazione è necessariamente posteriore alla morte del Caimi, che mai avrebbe tollerato un fatto
simile.
La prima guida del Sacro Monte, edita nel marzo del 1514, ma che rispecchia
la situazione del 1513, ce la descrive ampiamente e con molta chiarezza:
«Sequita poi un luoco di Maria
Doue pasmata del caro figliolo
Uedendolo con quella turba ria
Portar la croce con amare duolo
Quiui di pianto ognun pregato fia
Sol per vedere di Jesu il graue stolo
Jesu in terra con lacerata faza
La maire alato trata per le braza».
Anche le guide del 1566 e 70 ci forniscono una descrizione analoga:
«Rivolto adietro, in una chiesa nera
Con spettacolo crudo, accompagnato
Da soldati, e da gente molto fiera
Con la croce alle spalle incaminato
Christo vedrai; in mezzo all’empia schiera
Giovanni posto in atto adolorato
Che di Giesu sostien la sconsolata
Maire, da Maddalena scompagnata».
Ma qui in più rispetto alla guida del 1514, dalle prime parole del primo verso
veniamo a sapere con particolare precisione che la scena di Gesù che porta la croce
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