STORIA ATTACK 2 Scoperte Geografiche | Page 29

Primo incontro con Montezuma

L’incontro tra l’imperatore e il condottiero spagnolo è cordiale.

Montezuma vede Cortes come un potente sovrano dotato di armi e capacità enormi, intimorito dalla potenza di questo sovrano e anche propenso ad un’alleanza, Montezuma ospita Cortes in un palazzo reale.

Le fonti confermano che gli Aztechi appena videro Cortes lo personificarono in una divinità.

Assedio Spagnolo e la Noche Triste

Cortes aveva come obbiettivo l’evangelizzazione del territorio Azteco (essendo uno degli elementi legittimanti della conquista) e pretende la cessazione così dei sacrifici umani, in nome della fede cristiana. Egli cattura Montezuma e lo tiene prigioniero; il sovrano azteco continua a governare e spera ancora di guadagnarsi un’alleanza con il condottiero spagnolo.

Nella capitale è scoppiata una rivolta contro gli spagnoli.

Quando l’imperatore-prigioniero Montezuma prova a placare i suoi sudditi viene ucciso da una pietra scagliata dal suo stesso popolo, che lo considera traditore perché non è stato capace di ribellarsi.

Il 1° luglio 1520, a causa delle continue rivolte, gli Spagnoli sono costretti a fuggire di nascosto.

Ma durante la fuga vengono attaccati dagli Aztechi. La battaglia fu feroce tant’è Cortes perde ¾ dei suoi uomini e lo stesso oro destinato al re di Spagna, così prende il nome di noche triste.

La presa di Tenochtitlan

Nel novembre del 1520 Cortes si riavvicina a Tenochtitlan, nascondendosi in un'altra città, con un esercito ingrossato da indigeni e costruendo 12 navi munite di cannoni per mettere fuorigioco le canoe azteche.

La presa di Tenochtitlan dura 8 mesi, armi e germi europei hanno la meglio.

Le vittime sono 250.000 aztechi.

I luoghi sacri Aztechi vennero distrutti, al loro posto vennero erette chiese e la città venne ribattezzata Città del Messico. Il trionfo di Cortes diede il via ad un nuovo e potente regno spagnolo, la Nueva Espana, ma doveva anche significare una nuova alleanza pacifica fra conquistatore e conquistati, lo stesso Cortes infatti ebbe un figlio da una donna indigena azteca.

MATILDE DOTTO